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Vetrina di Facebook – Come utilizzarla

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Facebook da pochi giorni ha inserito una nuova funzione per i titolari di Pagine Pubbliche.

La novità tocca principalmente le attività che vendono prodotti, ma è potenzialmente sfruttabile anche da chi vende servizi.

Sostanzialmente hai la possibilità di aggiungere una vetrina alla tua Pagina. Questa è una nuova funzione in fase di implementazione di conseguenza al momento, potrebbe non essere disponibile per te. Non temere, è questione di giorni.

L’aggiunta di una vetrina alla tua Pagina è gratuita e ti permette di vendere prodotti ai clienti direttamente dalla Pagina. Facebook non richiede alcuna percentuale sui tuoi ricavi provenienti dalla vetrina, per tanto la cosa è ancora più vantaggiosa.

Vediamo passo per passo come generarla:

Con il profilo di amministratore apri la tua pagina e clicca su vetrina (freccia verde)

A questo punto si aprirà una finestra, dove ti verrà chiesto di accettare le condizioni e normative del venditore.

Accettati i termini e condizioni, si aprirà una nuova finestra che ti permetterà di fare due scelte:

  • “Invia un messaggio per acquistare.” Questa opzione permetterà al potenziale cliente di mettersi subito in contatto con te via Facebook.
  • “Acquista in un altro sito web.” Questa scelta invece, nel caso tu abbia un sito di e-commerce, permette all’utente di aprire direttamente la pagina del tuo prodotto ed acquistarlo online.

Ci siamo quasi: ora imposta la valuta (EURO)

La tua vetrina è pronta!!! Ora puoi cominciare ad aggiungere i tuoi prodotti/servizi.

Ora l’aggiunta del prodotto è abbastanza intuitiva, basterà caricare una o più foto dell’articolo ed inserirne prezzo e descrizione.

Dopo aver inserito i dati richiesti, presta attenzione ai due flag:

  • “Metti in evidenza questo prodotto.” Questa opzione ti da la possibilità di rendere sempre visibile il prodotto selezionato nella parte alta della pagina;
  • “Condividi questo prodotto nella tua pagina.” Selezionando questo flag invece, nel momento in qui salvi le modifiche, automaticamente verrà condiviso anche il prodotto.

A questo punto, il tuo prodotto è online, e l’utente che visiterà la tua pagina lo potrà visualizzare.

Cliccando sulla foto, potrà vedere la descrizione, contattarti e anche condividerlo sul suo profilo.

Ora tocca a te, usa questa semplice guida per creare la tua vetrina online. Cerca di inserire prodotti e servizi che siano in linea con la tua attività. Se vendi scarpe, non mettere in vendita la casa di tua zia, limitati a rendere visibile il tuo settore e la tua professionalità.

Se hai bisogno di ulteriori info, compila il box qui sotto.

Non mollare mai…

Buon Branding!

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Perché il web non porta i risultati che desideri

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Molte persone, nonostante l’anno in corso sia il 2017, ritengono che IL WEB NON SERVA A NULLA e lo conferma il fatto che ai giorni nostri, moltissime aziende sono ancora sprovviste di un sito internet.

Solitamente questo pensiero, soggiorna nella mente sia di utenti che non ottengono da internet il risultato che desiderano, ma è condiviso anche da altri che ritengono che questo strumento non serva per la loro attività.

La cosa che accomuna queste due categorie di persone è il fatto che non sono a conoscenza di un aspetto fondamentale del web.

INTERNET AMPLIFICA IL TUO MESSAGGIO, NON LO CREA!

Quando qualcuno si imbatte in un consulente di web, si imbatte in una persona che ha come unico scopo vendergli un sito internet. Per vendergli questo sito il consulente valorizzerà i seguenti argomenti:

  • Visibilità;
  • Posizionamento sui motori di ricerca;
  • Promozione online;
  • Campagne su Google;
  • Campagne su Social Network;
  • Ecc…

Questi fattori se pur importanti, sono insignificanti se alla base non c’è una strategia ben definita. Se io non ho nulla da comunicare, creerò un sito che espone il fatto che sono aperto dal 1980, che faccio il fabbro e che il mio capannone è di 1000 metri quadrati. Dati come questi NON mi serviranno ad acquisire clienti. Dati come questi, associati agli argomenti sopra elencati attireranno visite nel mio sito, ma non produrranno alcun fatturato.

Come citato sopra, internet amplifica online quello che io sono offline. Prova a fermarti un secondo a riflettere: quanti messaggi pubblicitari e non, ricevi quotidianamente? Quanti di questi li ricordi e li associ ad un’azienda?


3 FASI CHE DEVI CONSIDERARE PRIMA DI METTERE ONLINE IL TUO SITO


1)  Se non sei primo in una categoria, creane una in cui diventarlo.

Molti sono convinti che la cosa fondamentale per vincere sul mercato sia essere primi su Google, questo concetto è molto importante, ma il fatto è che se sono primo su Google ma non soddisfo la richiesta dell’utente che mi visita, quest’ultimo uscirà dal mio sito e aprirà quello successivo. Questo comporta la perdita del potenziale cliente.

Come puoi agire quindi?

Nel mercato ci sono infinite aziende, in pochissime però, sono specializzate in una categoria o in un modo di operare.

Se vendi abbigliamento e sei specializzato in abbigliamento sportivo (non sei l’unico), devi valorizzare il fatto di quanto sia comodo vestirsi in modo sportivo e nel tuo sito devi spiegare magari, come abbinare un pantalone sportivo con una giacca elegante. L’utente che ti leggerà, non ti percepirà come uno dei tanti negozianti, ti percepirà come un professionista che assiste il cliente e non che vuole solo vendergli qualcosa.

Se vendi birra e sei specializzato in birra biologica (non sei l’unico), devi posizionarti come estremo conoscitore di birre biologiche e argomentare il fatto di quanto sia migliore la birra biologica o artigianale rispetto a quella tradizionale.

Se vendi un servizio come lavanderia e sei specializzato in tappeti, non pubblicizzare il fatto che tu sei migliore di un tuo concorrente, spiega all’utente quanto importante è avere un tappeto pulito per non respirare aria malsana, dovuta da batteri che si nascondono dentro un tappeto.

Quando ti metti nel mercato, non devi chiederti: “in che cosa sono migliore della concorrenza”? Quando ti metti nel mercato devi chiederti “in quale nicchia o categoria posso essere primo”?

Hai un ristorante e i tuoi clienti ti dicono che i tuoi spaghetti sono una bomba? Spingi e pubblicizza i tuoi spaghetti! Se il tuo concorrente che ha il ristorante due civici più in la fa il pesce, tu non guardare lui, vai avanti a spaghetti. Se fai questo, sarai categorizzato come lo specialista degli spaghetti e indovina un po? Quando le persone vorranno mangiare spaghetti non andranno da “Gino il re del pesce fresco”, verranno da te.

Colpisci una nicchia! Colpisci una nicchia! Colpisci una nicchia!

Ad esempio newmaxLab è la prima azienda che si occupa di web creata da professionisti della vendita e di conseguenza quando sviluppiamo un sito, mettiamo all’interno dello stesso tutte le strategie che vengono utilizzate in una vendita offline. Se vuoi un sito che ti faccia fatturare di più, scegli un grafico o un VENDITORE?

2) È più facile essere primo nella mente del consumatore piuttosto di convincerlo che il tuo prodotto è meglio di quello del tuo concorrente.

Per essere primi sulla mente del consumatore, devi fare azioni di marketing con una precisione chirurgica, valorizzando le tue specializzazioni e soprattutto dando delle informazioni reali sul tuo settore.  Tutte le azioni che fai, devono essere prese con lungimiranza. Dal momento in qui operi in maniera corretta nel marketing, e riesci ad arrivare primo nella mente, automaticamente per quella nicchia di clienti sei il primo sul mercato/categoria.

Esempio:

  • CuoreBio = primo nella mente come negozio di alimenti Biologici (i supermercati esistevano già);
  • Nespresso = primo nella mente per il caffè in cialde (il caffè lo si beveva anche prima);
  • Alcott = primo nella mente per tendenza giovane a prezzo democratico (negozi di abbigliamento esistevano già);
  • Volvo = primo nella mente per la sicurezza (anche gli altri marchi superano i severi standard in termini di sicurezza, ma Volvo ha trasmesso questo messaggio per primo e nessun’altra casa è riuscita a prendere il suo posto nella mente del consumatore).

3) Il Marketing non è uno scontro tra prodotti/servizi, è uno scontro tra emozioni.

Se stai pensando che il marketing sia una guerra tra prodotti e che il prodotto migliore sia quello che vince sul mercato, ti stai sbagliando di grosso. Il marketing è una guerra, ma è una guerra tra emozioni.
Spesso le aziende fanno l’enorme errore di focalizzarsi sul prodotto della concorrenza, così facendo sono sicure di scendere nel campo di battaglia con la verità tra i denti e certe che il loro prodotto vincerà.
In realtà la regola è questa:
diventi primo sul mercato solo se sei primo nella mente del consumatore. Per diventare primo nella mente del consumatore devi fare del marketing che porti la tua professionalità e specializzazione all’utente.

Ti sei mai chiesto perché un tuo concorrente lavora più di te nonostante tu abbia una migliore qualità? Come si muove sul mercato a differenza tua?

Detto questo, anzitutto vorrei farti i miei complimenti, stare al timone di un’impresa oggi non è cosa facile. Molto spesso le persone che ci circondano (famigliari, amici), non si rendono conto della missione che stiamo portando avanti. Si limitano a giudicare o criticare senza senso e senza nessuna cognizione di causa.”

Io sono convinto di una cosa:

“Per parlare degli altri, bisogna essere sopra gli altri!”

Sarà capitato anche a te di discutere dei problemi che la tua impresa sta attraversando in questo momento storico, dove il crollo del tessuto imprenditoriale ha drammaticamente compromesso la situazione economica territoriale.

Ti sarà anche capitato di imbatterti su delle persone che non hanno saputo altro che consigliarti di chiudere bottega e andare a fare il dipendente (come fosse l’unica soluzione per salvarti il culo).

Inoltre uno dei motivi che abbatte drasticamente il tuo stato d’animo sono i clienti sempre più pretenziosi che ovviamente oltre che ad un servizio perfetto vogliono pagare sempre meno.

E per non farci mancare nulla, ti sarà anche capitato di imbatterti su fornitori che ti hanno coperto di promesse e tecnicismi che poi alla fine si sono rivelati un vagone di cazzate!

Ecco, vorrei soffermarmi sul vagone di cazzate e riassumertelo brevemente.

I cazzari te la raccontano cosi:

  • Se ti impegni e sei bravo, puoi lavorare sempre;
  • Se non vendi o non hai clienti è perché non ci credi abbastanza;
  • Devi proporti a tutti perché sono i numeri che contano, più persone colpisci, più clienti puoi avere;

E infine:

  • Quando hai un cliente di fronte devi stimolargli il bisogno latente!

Secondo le teorie di questi ritardati mentali, ogni persona che passa per la strada può essere un tuo cliente. Sostanzialmente basta che tu sia in grado di trasferirgli il fatto che ha bisogno di te, anche se un secondo prima di conoscerti non lo sapeva.

Se queste teorie fossero vere, tutte le persone passerebbero le proprie giornate a comprare qualcosa o a farsi fare qualcosa, “sai, dovessi averne bisogno…

In più, acquisterebbero più versioni dello stesso prodotto, metti caso che mi serva la funzione che vendi solo tu… Ad esempio nelle case ci sarebbero 4 spazzolini da denti a testa,

  • Uno lava i denti;
  • Uno lava la lingua;
  • Uno lava l’interno della bocca;
  • Uno lava gli spazzolini che hai appena usato.

Devi sapere che, questa cazzata del bisogno latente esisteva quando c’erano soldi facili e le banche davano castelletti e carte di credito a striscio veloce.

Non frequento i bar, ma per un momento mi siedo virtualmente a bere un caffè con te per fare un ragionamento.

Scusa un secondo:

se anche fosse minimamente vero che basta stimolare il bisogno latente di una persona per portarla a fare affari con te, pensi sia cosa facile come si faceva una volta, quando bastava dargli una pacca sulla spalla e fingersi amico per potergli appioppare qualcosa?

Hai capito bene, nell’era pre-web, le persone vendevano i loro servizi così! Facendo finta di essere amico del utente, facendo la battuta giusta per rincoglionirlo, aiutandosi in certi casi, con un bel calice di bianchetto. Sai come andava a finire? L’interlocutore per non sbattersi più di tanto, considerando che le banche erogavano denaro facilmente, e non aveva strumenti per paragonare un fornitore ad un altro, comprava da quello che riusciva in breve tempo a soddisfare la sua apparente esigenza.

Proviamo oggi?

  • Il fornitore e il potenziale cliente si incontrano da qualche parte o il potenziale cliente va in azienda dal fornitore;
  • Il fornitore gli stimola sto cazzo di bisogno latente;
  • Il cliente, che magari vuole pensarci un po’, torna a casa e cerca info sul fornitore su internet;
  • Ci sono casi dove non trova nulla e ce ne sono altri dove trova un sito web pieno di cazzate e talmente complicato che è più facile fare un puzzle di 5000 pezzi;
  • Non soddisfatto, chiude il sito, va su Facebook e trova la pagina aziendale del fornitore dove è condiviso l’ultimo goal di Balotelli o altre stupidate che non sono in linea con la company profile;
  • Nuovamente non soddisfatto, chiude anche la fan page, va sul profilo della persona che ha incontrato e trova le foto di lui ubriaco marcio alla festa del cotechino di “Colbasso”, circondato da signorine con la bocca a culo di gallina.
  • A questo punto, chiude tutto definitivamente e fa una ricerca per settore, trova il leader di mercato o quello con il prezzo più basso.
  • Fornitore iniziale tagliato fuori.

“O sei professionale dalla testa al clic, o stimolare il bisogno latente ti porterà a fare il lavoro per la concorrenza.”

Quante volte ti è capitato di scorrere le corsie del supermercato e trovarti in mezzo un bel totem che pubblicizza una tale marca di caffè? Cos’hai fatto? Nel 99% dei casi le persone dicono: “cavoli stavo dimenticando il caffè!!!”, mollano il carrello fregandosene della pubblicità, corrono nello scaffale e comprano il loro caffè preferito!

Bisogno latente stimolato da Tizio, vendita effettuata da Caio! Figo no??? NO!!!!!

Per evitare che questo accada, la primissima cosa che dovresti fare è quella di entrare nel web con la tua attività rispettando le tre fasi che ti ho descritto sopra, poi tutto il resto che ti possiamo insegnare è importante, ma la prima cosa da fare è mettersi in questa logica.

Detto questo, un consiglio spassionato che ti voglio dare è il seguente:

Crea il sito internet per la tua attività: non esiste che nel 2017 tu non sia nel web in maniera professionale!

NON ESISTE!

Se vuoi che le persone ti percepiscano come professionista devi essere online. Inserisci costantemente sul tuo nuovo sito, contenuti di valore che parlano di come lo fai, non solo di cosa fai. Diversificati dalla concorrenza, colpisci una nicchia e legala a te come specialista.

Se vuoi maggiori info, compila il box che troverai in fondo alla pagina.

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7 tecniche facili per creare il tuo brand

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Per definire una strategia di marca o “brand strategy”, parliamo del percorso che sviluppa il successo del tuo marchio e nel caso tu sia un professionista, del tuo nome. Drasticamente, ti dico che è un percorso a lungo termine, nessun brand di fama è diventato tale in un mese.

Chiariamo subito una cosa: il tuo brand non è il tuo prodotto, non è il tuo logo, non è il tuo sito web. Il brand è qualcosa che non si vede, nasce nella mente del consumatore in modo emozionale.

Detto questo, per dare poco spazio ai marketer che parlano di numeri senza senso e che sono convinti che certi fenomeni avvengano grazie alla creatività, io ti dico che per sviluppare un brand ci vuole scienza, l’arte è un altro mestiere.

1-SCOPO

Ogni brand fa una promessa. Però in un mercato dove la domanda è la fiducia sono basse, mentre l’offerta è alta, non basta fare una promessa a differenziare un’azienda da un’altra. La differenza la fai se hai uno scopo che definisce qualcosa, devi prenderti la responsabilità di soddisfare il tuo interlocutore mantenendo quello che hai promesso.

Ti sembra poco?

Quando hai compreso il posizionamento del tuo marchio, avrai capito a cosa servi al mondo e di conseguenza quando ti alzerai al mattino per andare al lavoro, avrai uno scopo specifico che ti differenzierà dai tuoi concorrenti.

Come si possono definire gli scopi commerciali delle PMI? In due modi:

  • FUNZIONALE: In questo caso, apro l’azienda o porto avanti quella del papi e lo scopo della fabbrichetta è quella di fare soldi. Qui non diventi un brand, sei qualcuno facilmente sostituibile con qualche euro in meno.
  • INTENZIONALE: Creo un business differenziante, mi focalizzo su una nicchia del mio settore, faccio del bene ai miei clienti, faccio soldi. Qui ci sono i presupposti per diventare un brand.

Molte  delle grandi aziende, nonostante facciano denaro a palate, non perdono mai di vista lo scopo. Ci sono molti marchi che sottolineano la loro visione, per esempio IKEA:

newmax-ikea

La visione di IKEA non è solamente vendere mobili, ma “creare una vita quotidiana migliore per la maggioranza delle persone”. Questa cosa è percepita dal cliente.

Se vuoi definire il tuo scopo, tieni sempre a mente questo esempio. Fare soldi è una priorità, ma se operi solo con questa idea in testa, stai facendo ben poco per creare il tuo brand.

2-COERENZA

Una delle cose più allucinanti che trovo in rete, è quando le aziende condividono sui social foto o argomenti che non centrano niente con la propria entità. Ogni volta che aggiungi una con il profilo aziendale sui social fatti questa domanda: “cosa centra questo con la mia impresa?” Stai allineato con il messaggio che vuoi dare, non andare a caccia di like con altre cazzate. Le cazzate confondono l’utente sulla tua serietà. Le cazzate falle fare ai ragazzini, non puoi pubblicare un video sul Milan con il profilo della tua azienda.

Se vuoi che il tuo marchio si posizioni con coerenza, devi analizzare tutte le azioni che fai, specialmente nel web.

Vediamo un bel esempio di coerenza dando un’occhiata a ROLEX:

google-rolex

istagram-rolex

rolex-facebook

rolex-newmax

Per evitare che i tuoi visitatori facciano fatica a dare un senso alla tua azienda, considera i vantaggi di dare una linea a tutta la tua visibilità. Investendo del tempo a definire come muoverti, così facendo il tuo marchio godrà di beneficio nel lungo termine.

3-EMOZIONE

I clienti non sono sempre razionali.

Non c’è altro modo di spiegare il perchè una persona paga molti soldi in più per comprare un Harley Davidson, piuttosto che un’altra moto più economica ma allo stesso tempo ben fatta. Dentro la testa di questa persona c’è una voce che ininterrottamente sussurra: “Compra un Harley, compra un Harley…”

Il motivo? Harley Davidson utilizza il branding emozionale attraverso la creazione di una comunità intorno al marchio. Hanno iniziato i fondatori con HOG  “Harley Owners Goup” (Gruppo Proprietari di Harley) per tenere stretti i clienti al loro marchio, fornendo a quest’ultimi la sensazione di sentirsi parte di un grande gruppo.

Riflettici un secondo, se pensi ad una moto che ti dia la sensazione di viaggio in libertà, ti viene in mente una Harley Davidson, e quando vedi passare un gruppo di moto custom, pensi che in giro ci sia un raduno di Harley.

Perchè accade questo? Perchè le persone hanno un forte bisogno psicologico di appartenere a qualcosa e di essere connessi ad altri che hanno lo stesso desiderio. Questa teoria la trovi ben spiegata nella Piramide dei Bisogni di Moslow.

newmax-piramide-di-maslow

Che spunti puoi prendere da Harley Davidson? Trova un modo per connetterti ai tuoi clienti a livello emotivo. Cosa fai per dare loro sicurezza? Cosa fai per farli sentire parte di un gruppo? In che modo li fidelizzi per far si che ti portino altri clienti?

Non importa se tu vendi motoseghe, fai il pizzaiolo, tagli i capelli o fai la pedicure. Devi trovare un modo. Se non ci riesci contattaci.

4-FLESSIBILITÀ

Il mondo è in rapida evoluzione, non puoi permetterti di usare un sistema vecchio. Usa strumenti, metodi e sistemi adeguati al cliente. Non puoi pensare di interagire con un ventenne di oggi come interagivano con te quando avevi vent’anni.

Devi trovare un sistema innovativo per coinvolgere clienti nuovi e se serve modificare il tuo metodo di lavoro fallo. Pensa a quante cose si sono rinnovate in 10 anni, tu cosa hai cambiato? Cosa stanno facendo i tuoi concorrenti? Hanno successo? Non focalizzarti solo sul lavoro “tecnico”, alza la testa e utilizza tutti gli strumenti che puoi per attrarre a te utenti e poi trasformali in clienti.

5-COINVOLGI I TUOI COLLABORATORI

Come si diceva in precedenza, le persone hanno un forte bisogno di sentirsi parte di qualcosa. Anche un collaboratore è una persona e chi meglio di lui deve sentirsi parte del tuo marchio? Educali a interagire con i clienti con la stessa strategia che utilizzi per la tua comunicazione esterna (web o altri strumenti).

Se il tuo brand è sinonimo di serietà, qualità e professionalità come Montblanc, devi avvalerti di collaboratori con il tuo stile:

 

Al contrario se la tua azienda è frizzante e scatenata devi collaborare con persone con la stessa caratteristica. Vedi Hollister.

 

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6-FEDELTÀ

Se hai già dei clienti fidati, che vogliono bene a te e alla tua azienda, non ti puoi fermare li. Devi premiare la loro fedeltà. Queste persone hanno parlato bene di te ai loro amici e colleghi, coltiva questa fedeltà! Il tuo cliente non è sempre scontato.

Un grazie a volte può non bastare,  manda loro una lettera di ringraziamento, invia loro qualche gadget personalizzato. Pochi Euro ti faranno fare una bellissima figura; se ci pensi nella testa del tuo cliente passerà questo pensiero: la “tua ditta” si è ricordata di me.

Quando accadono degli incidenti di percorso cerca di prenderti le tue responsabilità. Ti ricordi il caso di Volkswagen, che ha fatto il giro del mondo per quanto riguarda le emissioni truccate? Un danno al brand che non si può nemmeno quantificare. Io non voglio commentare in merito alle sanzioni che hanno pagato agli enti preposti, voglio solo considerare in maniera positiva il loro comportamento nei confronti del cliente.

  • hanno richiamato a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno TUTTI i possessori di auto “non a norma”;
  • Hanno modificato il software di tali automobili e ripristinato i valori dei gas di scarico;
  • Si sono scusati con i clienti così:

Un grazie e una promessa.

Grazie per la fiducia che ha riposto in noi.

Non smetteremo mai di impegnarci per offrire le migliori tecnologie e la cura di ogni dettaglio.

Siamo determinati a costruire insieme un futuro sempre più Volkswagen, per il massimo della sua soddisfazione.

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Anche se per i più critici Volkswagen è categorizzata ancora come l’azienda che ha taroccato le emissioni, per i fedeli al marchio un gesto di questo tipo è servito a rafforzare il rapporto.

La fedeltà è una parte fondamentale di ogni rapporto professionale e personale ed è un ingrediente fondamentale di ogni brand strategy, soprattutto se stai orientando, come dovresti, la tua azienda alla vendita.

Se un potenziale cliente percepisce il legame che hai con i tuoi clienti, ha un motivo in più per fare affari con te.

7-COMPETIZIONE

La competizione con i tuoi concorrenti non è un fattore che devi considerare solamente per essere più figo di loro. Non puoi pensare di battere la concorrenza solamente con il prezzo più basso. Guarda come si muovono, guarda che recensioni ricevono sui social, guarda l’esperienza professionale dei componenti dello staff e usale come vantaggio competitivo.

Ti faccio un ultimo esempio:

nel mercato ci sono moltissime web agency e devo ammettere che ci sono delle aziende in questo settore composte da veri professionisti dotati di serietà e bravura. Il fatto è che queste persone coprono brillantemente ruoli come grafici, designer, esperti di informatica, ma non hanno la minima idea di cosa sia la vendita.

Quando fai un colloqui con queste figure ti prometteranno che sarai primo su Google e ci riusciranno, basta pagare…

Il problema è che non sapranno mai realmente come si vende. Il sito che ti creeranno sarà stupendo ma a cosa ti servirà? A farlo vedere ai tuoi amici o a vendere di più? Hai bisogno di visibilità o di fatturato?

Nel nostro team non rientreranno mai figure che non sono andate a vendere almeno per 10 anni.

Io sostengo la strategia di Leonida

Quando Leonida guida “i 300” verso la sanguinosa battaglia delle Termopili, ad un certo punto del percorso incontra Daxos, comandante di Arcadia. Guarda cosa si dicono nel video qui sotto:

Se entri in un’agenzia di web, e provi a fare la stessa domanda ti risponderanno, grafico signore, informatico signore, esperto di google signore.

Se la stessa domanda la fai a noi, la risposta sarà solo una: VENDERE, VENDERE, VENDERE!

Di questo hanno bisogno i nostri clienti, di esperti di vendita che mettano a loro disposizione le esperienze maturate sul campo. Essere primo su Google con un sito che non trasferisce la tua professionalità, non ti servirà ad un cazzo! L’utente come ci entra, ci esce dal tuo sito. Ne aprirà un altro e arrivederci.

A questo punto hai tre strade:

  1. Continui a fare come hai sempre fatto e quando non hai lavoro, ti lamenterai al bar che l’Italia sta andando a puttane con altri personaggi come te. D’altronde, Harley insegna che ci piace appartenere ad un gruppo.
  2. Potresti non essere pronto a decidere, di conseguenza hai bisogno di info in più. Richiedi di accedere a questo gruppo su Facebook, magari trovi altri suggerimenti.
  3.  Compili il modulo di contatto che trovi a fondo pagina e prendi in mano il timone della tua attività entrando nel web in modo professionale.

Qualunque sia la tua scelta,

non mollare mai…

Buon Branding!

 

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Quando pensi di aver raggiunto il successo… Crolli!

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Quando pensi di aver raggiunto il successo… Crolli!

Questa frase ha un effetto devastante se ci pensi. Ma come? Proprio quando ho raggiunto il successo crollo?

Si! È un amara verità!

Se pensi a quanti dei “grandi” dopo aver raggiunto l’apice della fama, siano spariti dalla circolazione la cosa è spaventosa.

Ma perché succede questo? Sostanzialmente il motivo è semplice, quando raggiungi il successo molli la presa: questo succede nella vita privata e spesso succede anche nel business.

Ci sono aziende piene zeppe di lavoro, ordini che arrivano ininterrottamente, il telefono suona in continuazione, e la fila dei clienti fuori dalla porta. Ovviamente questo è considerato successo, ma quell’essere così affaccendato purtroppo porta il titolare dell’azienda a focalizzarsi solamente su mansioni tecniche, la parrucchiera taglierà capelli perché ha l’agenda piena, idem per il ristoratori, i meccanici e TUTTI gli altri settori.

Ovvio dirai tu, non posso mica trascurare il cliente!

Assolutamente no, il cliente non va MAI trascurato, specialmente se merita.

Sta di fatto però, che se ti focalizzi solamente sul mansioni tecniche, convinto che tanto tu sei pieno di fossa-newmax

lavoro e quindi gli affari ti andranno bene perchè hai trovato il metodo,   stai scavando la fossa dove sotterrare la tua impresa.

Ti racconto in maniera brevissima la storia della Tizio & Caio (nomi falsi-storia vera)

Tizio e Caio sono rispettivamente padre e figlio e lavorano nel settore dei cancelli e ringhiere in ferro battuto. L’azienda è fondata da Tizio, che agli anni d’oro si era fatto subito spazio nel settore, diventando un punto di riferimento. Negli anni successivi,  nell’azienda di famiglia entra a far parte anche Caio, il quale segue le orme del padre anche perché, se non le segue si sente dire come ogni volta “ho sempre fatto così e cosi si continua a fare”.

I due lavorano giorno e notte, sono bravissimi e creano degli accessori in ferro battuto che possiamo definire opere d’arte, grazie anche all’attrezzatura sempre all’avanguardia. Lavorano su commissione di diverse imprese edili e addetti ai lavori, e nel raggio di parecchi km dalla loro sede sono il leader di settore.

Piano piano gli impresari, vuoi perché costruivano meno, vuoi perché avevano trovato altri fornitori non mandano più ordini alla Tizio & Caio. La Tizio & Caio è costretta a chiudere e Caio che nel frattempo si era comprato una casa, è tornato a vivere con il padre poiché non riusciva più a pagare il mutuo.

Di storie come queste nel nostro territorio ce ne sono a migliaia e sai perché? Perché se sei bravo nel tuo lavoro, non vuol dire che tu sia bravo a fare impresa.

Dove hanno sbagliato quelli della Tizio & Caio?

  • La Tizio & Caio era in mano alle imprese edili, nessun privato la conosceva;
  • Tizio è stato uno stupido, siccome lui aveva sempre fatto cosi, cosi si sarebbe continuato a fare;
  • Caio è stato un emerito coglione: ha sempre dato retta al sistema obsoleto del padre e non è mai andato a caccia di clienti.

Cerca di uscire un’attimo dalla tua posizione e prova a fare un ragionamento:

Una volta per incontrarsi con gli amici si andava al bar e ora andiamo su Facebook;

Se qualcuno deve fare un’acquisto, prima guarda i prezzi su Amazon;

Se vuoi cercare lavoro vai su Linkedin o Infojobs;

Se vuoi info su un ristorante apri TripAdvisor;

Prenoti una camera su Booking.

Molto probabilmente se anche la Tizio&Caio si fosse posizionata sul web e avesse fatto marketing in maniera professionale, a quest’ora sarebbe ancora in vita. Questo vale per qualsiasi attività! Rendiamoci conto che le persone sono connesse a internet per circa 2000 minuti al mese in media.

Ora, se dovessi farti qualche domanda, quali sarebbero le tue risposte?

  • Che sistema hai di acquisizione clienti?
  • Le persone ti cercano su Google?
  • I potenziali clienti della tua azienda, sanno che esisti?
  • Lavori solo per conto terzi e/o per i clienti che già possiedi o cerchi di averne sempre di nuovi?
  • Quando i tuoi clienti invecchieranno, le generazioni che verranno dopo come ti percepiranno?
  • Sei rispettato come professionista ho sei trattato come una pezza da piedi che deve fare subito, bene e non devi costare un cazzo?

Se ti ho rovinato la giornata sono arrivato dove volevo… E cioè a farti riflettere su quello che stai facendo. Se la tua azienda sta andando sotto terra, la responsabilità e tua, lo sai vero?

Se hai voglia di ricevere altri suggerimenti, puoi compilare il modulo che trovi in fondo alla pagina, sapremo come indirizzarti verso la strada giusta.

Non mollare mai…

Buon Branding!

Contattaci per avere delle info che nessuno ti darà mai!

 

 

 

 

Sei un professionista o hai una Piccola Media Impresa?

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Molte persone mi chiedono se le strategie utilizzate nei nostri siti web si possano applicare anche su piccole attività, es. negozi di abbigliamento, parrucchiere ed elettricisti.

La risposta è sempre quella: SI! E la cosa più interessante per chi mette la testa su queste tecniche, è che il 90% delle piccole imprese non tengono in considerazione questa cosa e presto saranno spazzate via da chi, nel web si vuole invece posizionare in maniera professionale.

Nel web c’è spazio anche per il titolare del classico negozietto di paese o per la piccola impresa famigliare. Molti di questi però consegnano il loro futuro alla sorte e le strategie che utilizzano principalmente sono le seguenti:

  • Se faccio un prezzo migliore del mio ex capo e dei miei concorrenti gli fotto tutti i clienti;
  • Se offro più servizi nel mio centro/studio/negozio, attirerò più clienti;
  • Se trovo prodotti che costano poco le persone verranno da me;
  • Io venderò anche…;
  • Farò lavori di…;
  • Farò impianti di…;
  • Farò, farò, farò…

Ora ti dico un’amara verità:

Fare i prezzo migliore e diversificare l’offerta verso il cliente non ti servirà a sfondare nel tuo settore. Ti porterà solo a spendere una marea di soldi in strumentazione che non pagherai mai!

FERMO! Non ti sto dicendo che se sei bravo nel tuo lavoro non avrai successo.

Ti sto dicendo che se vuoi tenere aperta la tua impresa devi dimenticarti dei bei tempi passati dove eri un dipendente che operava solo come -tuo mestiere-, quello lo potrai continuare a fare, ma per il 50% della tua giornata lavorativa devi diventare un imprenditore esperto di marketing e di vendita dei tuoi servizi. Se metti li 40/50 mila euro in attrezzatura/corsi/negozio/ristorante e stai fermo ad aspettare che qualcuno inciampi davanti al tuo cancello, stai fresco.

Un grande limite mentale che hanno gli artigiani, le estetiste, i parrucchieri, i terapisti, i professionisti in genere e titolari di piccole imprese, è quello di non riconoscersi come responsabili di portare clienti verso la propria azienda e soprattutto di vendere qualcosa a quei clienti e spronarli a tornare il più possibile. Devo essere più chiaro?

Se sei un pasticcere e apri una tua pasticceria, non sei più un pasticcere, sei un imprenditore!  Mettiamocelo in testa…

Se tu fai parte di questa categoria di imprenditori che si spacca la schiena 7 su 7 e che spesso, dopo aver pagato le spese si trova a guadagnare meno dei suoi collaboratori, hai bisogno di qualcosa di diverso che ti faccia suonare il telefono o che ti porti dei potenziali clienti nella tua sede.

“Per evitare che continui a leggere queste righe con l’atteggiamento sbagliato, vorrei mettere in chiaro subito una cosa: tutte le imprese che generano un prodotto o un servizio devono venderlo”. Te lo ridico: VENDERE!

Sei un estetista? VENDI!

Sei un dentista? VENDI!

Sei un architetto? VENDI.

Tutti dobbiamo vendere, non ci sono storie, il problema è che nella maggior parte dei casi, il cliente compra quando ha bisogno. E cos’è la prima azione che si fa quando dobbiamo cercare qualcosa? Tiriamo fuori il cellulare dalla tasca e andiamo su Google.

Cominciamo a farci qualche domanda:

  • Che strumenti utilizzi per attirare nuovi clienti?
  • La tua azienda dove è posizionata su Google? Se non appari amico mio sei messo un po male.
  • Ammesso e concesso che tu ci sia, cosa trova l’utente che cerca? Il tuo indirizzo su Pagine Gialle forse?
  • Mettiamo il caso che tu sei bravo e hai un sito: sei tra quelli che si è dimenticato di averlo e vive con la convinzione che internet non serve a un cazzo ma l’importante è il passaparola? Se sei tra questi sei messo peggio di quello sopra… Almeno lui non ha speso soldi!
  • Quando è stata l’ultima volta che hai aggiornato il tuo sito? Se hai ancora delle pagine “in costruzione” non stai facendo bella figura.
  • Il tuo sito, è ottimizzato per dispositivi mobili? Uno studio fatto da Google dice che il 79% delle ricerche vengono eseguite da dispositivo mobile. Prova a vedere se il tuo sito è ottimizzato a questo link;

Se queste domande (ne ho altre mille se vuoi), ti stanno disturbando, significa che sei tra i titolari di una piccola attività al dettaglio e si sente un “tecnico”, uno che “lavora con le mani” e non con la testa, quindi occuparsi di quella cosa brutta chiamata vendita pensa non sia compito suo.

Se la gente non entra più nel tuo negozio, fai prima a dire (con i tuoi 4 amici al bar) che è colpa della crisi e che la gente non ha più soldi,  piuttosto di prenderti le tue responsabilità.

Sì, lo so anche io che il momento storico non è dei migliori! So anche però che il denaro non è sparito dal mondo.

Sta semplicemente passando di mano e tu a livello di economia individuale, se vuoi trovarlo devi diventare un esperto di marketing e vendita. Punto!

Se hai un autofficina e ti categorizzi come l’artigiano con le mani d’oro che è bravissimo a fare riparazioni, da un po’ di tempo a questa parte sei fottuto.

Devi considerarti invece come un esperto di vendita e preoccuparti di creare un sistema che porti gente nella tua officina.

Quando hai fatto questo, di meccanici  che puoi assumere per fare il lavoro tecnico al posto tuo ce ne sono a migliaia anche se abiti in culo al mondo, e mentre loro fanno i tecnici tu ti dedichi a creare le strategie che fanno crescere la tua attività.

Vale la stessa cosa se fai il geometra o l’architetto e sei quello che fa i disegni, se fai il vignaiolo e sei quello vendemmia o se hai qualunque tipo di attività dove sei sia il titolare che il braccio.

Ogni minuto che passi nel lavoro “tecnico” dentro la tua attività, la stai in realtà uccidendo, perché non stai facendo sul serio l’imprenditore, cioè colui che si occupa delle strategie per:

  • portare clienti in azienda;
  • vendere;
  • farli tornare.

Più passi il tempo a fare quello che sai fare meglio nella tua attività, cioè i compiti tecnici, più stai trascinando il tuo business verso il fallimento. Non sei un tecnico, sei un imprenditore!

Ma io metto già i volantini nei bar…

Ora mi suicido!

Ma scusa,  sti cazzo di volantini a cosa servono? Cioè, almeno nel volantino ci metti una promozione che ti venga consegnata nel momento in cui il cliente viene da te? No vero? Bravo…

Se pensi che quello che ti dico siano cazzate, a questo punto dell’articolo puoi abbandonare la lettura e continuare a lavorare come hai sempre fatto. Se invece vuoi qualche consiglio è meglio che prendi carta e penna e cominci a segnare.

  • Prendi la banca dati dei tuoi clienti. Hai presente la lista dei clienti? Bravo, proprio quella. Se ancora non ce l’hai è giunta l’ora che te ne crei una. Chiedi ai tuoi clienti l’indirizzo mail. Se non sarai tu a farlo, incentiva i tuoi collaboratori a farlo. Per “incentiva” intendo spingi, imponi, chiamala come ti pare ma porta a casa la mail.
  • Inserisci gli indirizzi nel sistema di newsletter. Attenzione: non mandare mail a cazzo è illegale. L’utente deve essere inserito in un gestionale dal quale si può cancellare quando vuole. Se non ne hai uno, contattaci.
  • Diventa il quotidiano locale. Le persone vogliono sempre dire la loro: Se si parla di calcio sono tutti allenatori; se si parla di politica, sono tutti ministri; se si parla di case, sono tutti agenti immobiliari; se si parla di rughe, sono tutte estetiste; se si parla….

lo avrai notato anche tu questo no? Bene, sfrutta questa massa di “pettegoli” come portavoce della tua attività. Crea dei post sul tuo sito dove argomenti determinate tecniche collegate alla tua professione in maniera chiara e alla portata di tutti. Troverai sempre quello che lo vorrà condividere sui social e ti rende visibile ai suoi contatti.

  • Crea un offerta misurabile: crea un offerta nel tuo sito dove se lascio la mia mail ricevo un buono promozionale da consumare entro il –/–/2016. In questa maniera hai la possibilità di avere il contatto e l’indirizzo mail di persone che ancora non sono tuoi clienti e inoltre grazie agli strumenti di Google vedrai chi e quanti l’hanno visualizzata.
  • Raccogli testimonianze: quando un cliente è soddisfatto è molto lieto di condividere l’esperienza vissuta all’interno della tua azienda. Vedi  qui sotto l’esempio di Daniele, socio di Officinescav.com:

siti-web-per-piccole-medie-imprese-e-professionisti

 

Segui questi semplici 5 passi per cominciare a muoverti in maniera professionale nel marketing anche se hai una piccola impresa.

Vuoi saperne di più? Clicca sul pulsante qui sotto.

Non mollare mai…

Buon Branding!

Come essere visto dai clienti

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In questo articolo ho deciso di svelarti i segreti per aumentare al massimo la tua visibilità e di conseguenza farti acquisire più clienti.

Ci sei? Partiamo!


10+1 cose che non puoi fare a meno di fare per battere la concorrenza:

1)      Compra più spazi pubblicitari che puoi nelle vie del tuo paese: cartelli a bordo strada e/o rotatorie non fa differenza. Le persone che sono in viaggio, devono assolutamente vedere il tuo marchio. Cosi facendo riempirai anche il tuo EGO e ti sentirai il padrone del mondo. I tuoi concorrenti moriranno d’invidia perché tu sei presente in Via della Ricchezza e loro no!

2)      Compra più spazi pubblicitari che puoi sul culo degli autobus! Vuoi mettere quanto è figo essere di fronte al parabrezza di una mamma incazzata perché deve portare i figli a scuola ed è in ritardo? In più se la signora incazzata è la moglie di “Gino” il tuo concorrente, la goduria è assicurata!

3)      Fai pubblicità nelle tovagliette che ci sono nelle birrerie e trattorie, quelle dove ci sei tu e altre 20 aziende! Hai presente quella tovaglietta che non si caga nessuno o pochi, perché magari si chiacchiera tra amici o maleducatamente si guarda il telefono? Proprio quella. Se fai pubblicità su queste tovagliette, hai anche il vantaggio che le persone appoggino la salvietta piena di bava o ketchup proprio sopra il tuo marchio!

4)      Affitta la vela col carrellino o furgone: hai presente quei carrelli pubblicitari 6×3 metri che sono parcheggiati nei campi a bordo strada? Ecco, anche questa può essere un idea! La peculiarità di questo servizio è che questi carrellini vengono parcheggiati dove si può e non dove vuoi tu. Figo no?

5)      Non puoi mancare nei giornalini di annunci che sono distribuiti nei bar! Anche questa è una bella storia. Pubblicizza il tuo prodotto o servizio su un periodico che non centra un cazzo con te e la tua impresa… I clienti correranno al tuo campanello.

6)      I bar sono un polo d’attrazione: perché non stampare 5000 volantini da lasciare in questi luoghi? Così tanto per rompere le scatole al povero gestore, che deve raccoglierli quando cadono o buttarli via quando da bianchi saranno diventati gialli.

7)      Visto che siamo in argomento volantini, un’altra gran storia è quella di infilarne altri 5000 nei tergicristalli delle auto. Così facendo, vista la percentuale di inciviltà che c’è in giro, contribuirai ad un paese meno pulito.

8)      Mi raccomando, non dimenticare di stampare anche 5000 volantini da inserire nelle cassette della posta. Questo migliora l’estetica nei condomini: è bello vedere una bella omogeneità di colore.

9)      Il banchetto al centro commerciale: se sei bravo metti il tuo bel banchetto al centro commerciale, dove ovviamente non possono mancare altri 5000 volantini nuovi di zecca. A distribuirli però, devi assicurarti che ci sia una “Task Force” di professionisti rompi palle. Questi dovranno assolutamente lasciare il volantino a tutti! Non importa se a quei poveracci non frega nulla o sono pieni di borse della spesa con i bambini che scappano, tutti devono avere il volantino. Questa è la missione! Tolleranza zero.

10)      Ultimo ma non per importanza; fai fare dei passaggi pubblicitari su radio e TV locali. Hai presente “Radio Tuo Paese” FM? Si quella radio che non ascolti nemmeno tu. Fallo, perché questa mossa ti potrà far fare scacco matto!

Ora con questi 10 segreti sei pronto, e il risultato è assicurato: quello della fattura dei fornitori intendo 5/6/7000€. Un po’ meno assicurato però, sarà il risultato che otterrai tu! Anzi, possiamo proprio dire che non hai nessun metro di misura per capire quanto le tue strategie di marketing abbiano portato risultato. Forse non si pagheranno neanche mai.

Fortunatamente però, esistono degli strumenti potenti per essere visibile e con un controllo quotidiano del risultato. Sai quale? Entra nel web con una strategia vincente! Metti online la tua impresa con un sito internet che spiegherà realmente chi sei e cosa hai da offrire! Cosa vuoi comunicare con un cartello? La tua professionalità, è spiegata su un volantino? Entra nel web supportato da PROFESSIONISTI DELLA VENDITA VERI! Persone con le quali quotidianamente puoi perfezionare la tua strategia d’attacco.

Sono consapevole che questo articolo farà incazzare tutti i fornitori di servizi che ho citato sopra. Ma questo pensiero è il risultato di esperienze vissute in decenni di attività.

  • Come puoi capire quante persone passano davanti al tuo cartello in un ora? Stai li a contare le macchine?
  • E mettiamo caso che hai talmente tanto tempo libero da contare le macchine che passano davanti al tuo cartello, sapresti dirmi quante lo hanno notato?
  • E va bene, sei bravo: diciamo che usi la “potenza della mente” e sai anche quante persone sono riuscite a leggerlo. Sai dirmi però quanti di questi, sono diventati tuoi clienti perché hanno aderito all’offerta che pubblicavi?

A queste tre domande, scommetto quello che vuoi che non mi saprai mai dare risposta sicura. Una cosa sicura invece, è che se farai quello che ti dico,  e ti metterai a fare attività di marketing a livello professionale e non improvvisato (tipo proviamo a stampare 3 volantini), i risultati che otterrai oltre che a far esplodere le tue vendite, faranno incazzare “Gino” e sicuramente anche sua moglie.

Non mollare mai…

Buon Branding!

Internet non serve a nulla… Se non sai come usarlo!

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Hai letto bene, è proprio così! C’è da fare una premessa però, questa regola vale per qualsiasi cosa. Che tu abbia in mano un Boeing 747 o un trapano, se non sai come usarlo non arriverai all’obbiettivo desiderato.

Se sei un professionista, sarai d’accordo con me che per vincere nell’impresa oggi, devi conoscere dettagliatamente tutti i retroscena del tuo settore, qualche volta ti sarà capitato anche di smontarli e sviscerarli  per comprenderli sempre più in profondità.

Il web è uno strumento molto forte, addirittura più veloce e potente del Boeing di cui parlavo prima, il problema però è che nel 90% dei casi viene utilizzato in modo obsoleto e sporadico. Può essere che tu in questo momento stia pensando una cosa: “questo non sa nemmeno di che parla, mio nipote mi ha fatto la pagina di Feisbuc (si hai letto bene) e io ho già 1000 like”. Più avanti, se avrai voglia di leggere capirai perché quei 1000 like non ti servono ad un cazzo (hai letto bene anche qui)!

Intanto cominciamo a rassegnarci al fatto che il web è diventato parte integrante delle nostre vite, ormai non è più un segreto per nessuno. Sarebbe interessante sapere però anche quante persone sono online in tutto il mondo e come passano il tempo su Internet, ma soprattutto come sfruttare il vantaggiosissimo trend digitale per la tua impresa.

Per farti capire come si è evoluto il web negli ultimi 15 anni, considera che nel 2000 circa 361 milioni di persone erano online in tutto il mondo. Nel 2014 eravamo oltre 3 miliardi, una crescita del 764%! Oggi possiamo dire che è online quasi la metà del mondo. Pensi che ci sia qualche tuo potenziale cliente li in giro?

unnamedIl 75% degli europei ha accesso ad Internet. Infatti siamo talmente connessi che possediamo 1,25 telefoni cellulari a testa, praticamente più di una Sim a persona. E sai per quanto tempo siamo connessi? Circa 2.000 minuti al mese. In pratica 33 ore circa!

Inoltre gli utenti passano ore, più o meno un terzo del tempo trascorso online, anche a socializzare e a condividere contenuti sui social media. Se hai un’azienda o sei fornitore di servizi, tutte queste persone e tutte queste attività svolte online rappresentano un potenziale fermamente importante.


Uno dei primi scogli da superare per avere una presenza online vincente è quello di creare un sito web. Per sito web non intendo quelle brochure online che si trovavano anni fa, dove c’era scritto solamente chi sono, cosa faccio, perché lo faccio. Un sito web è uno strumento a dir poco scientifico, con il quale tu puoi aiutare gli utenti a risolvere un loro problema e a trovare un determinato servizio/prodotto, esattamente nel preciso momento in cui lo stanno cercando. Se decidi di fare un sito, prima di tutto devi capire quali fondamenti deve contenere per far si che si distingua tra la folla (ovvero differenziare dai tuoi concorrenti).

Al sito possono essere collegati diversi accessori: per esempio se sei un meccanico ed io cerco un’officina, sarebbe di fondamentale importanza che io ti trovassi nelle mie vicinanze es. su Google Maps. Queste schede sono gratuite e sono un ottimo strumento per far capire al mondo che esisti. E’ ovvio, ma lo ribadisco per essere più sicuri, che potresti, anzi dovresti, creare e collegare al tuo sito anche le pagine dei principali social.

Qui sotto ti inserisco degli esempi (clicca sui loghi):

newmax facebook buttonGooglePlus-logos-newmaxLinkedIn-Share-Button-newmaxtwitter_button__logo_v2_by_pixxiepaynee-d5sog0xsocial-youtube-logo

 mappe apple newmax


Non ho avuto ancora il piacere di conoscerti, ma sono sicuro di una cosa, anche se non ci siamo mai visti prima: quando hai deciso di diventare un imprenditore o un professionista, hai subito individuato una sede dove poter operare. Nel caso tu sia un Avvocato avrai cercato uno studio, mentre se sei un Artigiano avrai cercato un capannone. In pratica hai creato la tua sede. Nel web la tua sede è il tuo sito, non a caso il termine “sito” è sinonimo di luogo, area e zona. Infatti i tuoi potenziali clienti è li che vengono a farti visita la prima volta, qualsiasi sia il settore che copri: ho detto QUALSIASI!


Non voglio ora ammazzarti di tecnica ma vorrei darti qualche notizia su quello che succede nei retroscena del tuo sito web: anzitutto c’è un server dall’inglese servire. Il server è un grosso computer collegato alla rete, dotato di un software che gli permette di archiviare  tutti i pezzi che compongono un sito (foto, testi, video, diversi contenuti e codici). Si chiama server, per cui serve a mettere a disposizione tutti i dati richiesti.

Quando hai aperto il tuo studio-ufficio-azienda, una delle prime cose che hai fatto è stata quella di attaccare una bella insegna sulla porta; quell’insegna nel web si chiama dominio. Il dominio è tutto ciò che digiti nella finestra del tuo browser dopo il www: su www.newmaxonline.it, il dominio è newmaxonline. È la chiave che consente di trovare il tuo sito nel web.

server newmax siti web brand strategies

In pratica funziona così: Giovanna va in farmacia e lamenta un forte mal di testa, il farmacista che nel nostro caso è il browser, va nei suoi mille cassettoni (server) il quale gli espone esattamente i farmaci che servono a Giovanna. Il farmacista li raccoglie, li mette insieme, fa il pacchettino e arrivederci e grazie.

Se la tua attività non è presente in quei cassettoni, Giovanna non sarà mai una tua cliente.

A questo punto non ti resta che creare un tuo dominio, essendo azienda italiana puoi cercarne uno qui, dove puoi verificare l’utilizzabilità dei domini .it. Nel web comunque ci sono svariate soluzioni: .com, .net. ecc. Magari puoi contattarci e possiamo vedere insieme la disponibilità.


Ora che abbiamo capito come strutturare la tua presenza nel web, un’altra cosa che dovremo sapere, è come i motori di ricerca trovano il tuo sito. Questo accade grazie alla SEO (Search Engine Optimization).

Ogni giorno migliaia di persone effettuano ricerche su internet, e queste ricerche spaziano tra un argomento e l’altro senza nessun tipo di regola; questo fenomeno può diventare una grossa opportunità per le aziende che desiderano farsi trovare. Mettiamo caso che tu abbia un piccolo negozio di birra artigianale biologica e che voglia implementare le vendite. Per prima cosa dovremo strutturare il tuo sito per far si che l’utente che cerca la tua birra ti trovi tra i primi risultati della ricerca grazie alla SEO. Cosa significa? Significa che le parole che potrebbero essere usate da un potenziale cliente su google, dovranno essere contenute nel tuo sito: così facendo la SEO consentirà ai motori di ricerca di capire meglio cosa offri.

Facciamo insieme una ricerca: oggi mi è venuta voglia di fare un po’ di Queenax e quindi devo trovare una palestra, vado su Google e cerco “Palestra a Treviso

palestra a treviso

come puoi notare dalla freccia, Google (in 0.67 secondi) mi dice che ci sono 565000 risultati per la mia ricerca, quindi cosa faccio? Di sicuro tra questi risultati, non aprirò tutti i siti per cercare le palestre che hanno l’attrezzatura per fare Queenax, quindi decido di rendere più precisa la mia ricerca cercando, “Palestra a Treviso con Queenax”

newmax palestra a treviso

Come puoi vedere, perfezionando la ricerca i risultati sono diventati solo 500.

Con questo esempio, vorrei farti riflettere sul fatto che bisognerebbe sottolineare bene la tua specializzazione. Ecco perchè dico che i tuoi 1000 like su Facebook, non servono a nulla se non si trasformano in fatturato. Tu, vivi di like o di Euro? Se al posto di avere 1000 like, ne hai 500 di persone realmente interessate a ciò che hai da offrire, crei la tua nicchia, ne diventi un leader e così nasce il tuo brand!

Da professionista del tuo settore, potresti pubblicare articoli che coglieranno l’attenzione di determinati utenti. Ti faccio un esempio: se vendi materiale elettrico e spieghi come va montato con un post, è facile che un utente che ricerca dei faretti a led si imbatta sul tuo sito, incuriosito dalla tua professionalità è facile che ti contatti per delle info e che alla fine tu, sti cavolo di faretti glieli venda.

Questo post NON vuole essere il libretto di istruzioni per internet! Noi NON siamo intenzionati a stupirti con discorsi tecnici, con numeri che NON contano a nulla o promesse di guadagni facili che NON arriveranno mai, per sentire queste cose puoi trovare sul mercato tantissime agenzie che ti vendono un pacchetto e tanti saluti.

Se avrai notato, il nostro sito non è indicizzato se ricerchi “siti web a…” Il nostro sito apparirà nei primi posti se digiti ad esempiositi web con mentalità imprenditoriale“, perchè questo è quello che sappiamo fare bene.


newmax scacchi“Ho creato questa azienda per smascherare tutte quelle fonti scadenti, troppo tecniche, devianti e perchè no truffaldine. Ho creato questa azienda per rassicurare i professionisti e svegliarli da quell’incubo spaventoso che vivono quando sentono parlare di internet e marketing. Vorrei farti evitare di essere fregato!  Per noi sarebbe molto più facile, presentarti una bozza per un sito ricca di grafiche spettacolari e foto che girano a random. Tuo cugino è sicuramente molto più bravo di noi in questo; i tuoi dipendenti che entreranno digitando www.tuaazienda.it saranno onorati di vedere una figata di sito pieno di cazzate luminose, magari però nei motori di ricerca non viene visto da nessuno. Con noi questo non funziona, è per questo che purtroppo dobbiamo abbandonare il 50% dei progetti, perchè desideriamo dare valore alla tua azienda, non creare una bella insegna che ti servirà relativamente.”

Massimo Gandin – Founder Newmax | Brand Strategies


Non mollare mai…

Buon Branding!

Rincorro un nuovo cliente si o no?

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newmax brand strategies faticaDalle mie esperienze di vendita offline (non me ne vogliano i bravi agenti di commercio e venditori vari), ho capito che se rincorri il cliente oggi, cominci subito con il piede sbagliato: il processo commerciale inizia immediatamente con un posizionamento errato. Inseguendo il cliente non parti da una posizione di forza, ma da una posizione di debolezza che potresti pagare in seguito, procedendo nella trattativa. Ad esempio, diventa più probabile che sia il cliente ad imporre a te le sue regole e tu, pur di portarlo a casa, “cali i pantaloni” (è chiaro il concetto?) e chiudi delle vendite che portano poche, anzi pochissime soddisfazioni. Risultato? Riduci il tuo profitto, aumenti lo stress, fai fatica e soprattutto quel cliente nelle prossime trattative, ti ricorderà il fatto che la volta scorsa… ecc. ecc. Praticamente ti romperà sempre il cazzo!

Il tempo che investi a cacciare nuovi clienti, investilo a costruire relazioni con quelli che già possiedi, diventa un riferimento per loro! Quando qualcuno ha bisogno di qualcosa oggi va su Google e la cerca da solo, ed è li che tu devi essere, su Google no a caccia di persone che non ti vogliono neanche stare a sentire. NON BUTTARE IL TUO TEMPO!

Pensa invece se è il cliente a fare il primo passo ed è lui a contattare te: in questo caso sei tu che parti da una posizione di forza. Ti sarà più semplice far valere le tue regole ed il tuo modo di lavorare.

newmax brand strategies super venditoreUn altro beneficio viene dal numero di contatti e telefonate da potenziali clienti che riesci a farti arrivare ogni mese. Se puoi contare su un sistema che ogni mese ti procura un buon numero di richieste da parte di potenziali clienti, il morale in azienda cambia moltissimo. Ci sarà un maggior entusiasmo ed un maggior senso di sicurezza, ma soprattutto la possibilità di scegliere con chi e come vuoi fare business. Se segui un sistema di “web marketing strategico” potrai creare un sistema automatizzato di generazione di contatti e richieste commerciali da parte di persone interessate a ciò che offri. Quando le richieste di contatto sono molte, puoi diventare selettivo nella scelta dei tuoi clienti, prediligendo le persone con le quali è più piacevole lavorare o che sono realmente interessate al tuo prodotto o servizio.

Non mollare mai…

Buon Branding!

Come nasce un Brand:

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O meglio… Come nasce il tuo Brand?

newmax come nasce un brandFar nascere un Brand è una sfida che presenta molte caratteristiche emozionali e mentali, che sono legate a cose, persone o idee. I brand più importanti, sono diventati tali nascendo in maniera naturale (sto scrivendo al mio pc e a fianco a me c’è un blocchetto di post-it, leggiti la storia), quasi per caso,  perché sono stati i primi.

Ma se non sei tra i primi, come puoi dominare una nicchia di mercato?

  • La prima cosa da fare è quella di NON scoraggiarti e sederti a tavolino con la mente libera da qualsiasi disturbo.
  • La seconda cosa è restringere il target specializzandoti in qualcosa che solo tu fai. In questa maniera creeresti una nuova categoria, una nuova fascia di mercato, per diventare poi il riferimento per quel determinato settore.

Quanti supermercati e botteghe ci sono nel tuo paese? Immagino una valanga, come nel mio del resto… Ma se tu fossi orientato ad un prodotto Biologico? Della valanga di negozi che ti sono venuti in mente, quanti ne scarti? Il 90% vero? E guarda caso nei 10% rimasti ci sono sempre code lunghissime nonostante i prezzi molto alti. Questa è una categoria studiata e creata dal nulla, che si rivolge ad utenti che vogliono alimentarsi in quella maniera. Anche in una buona parte di supermercati tradizionali trovi prodotti Biologici, ma se ti dico Bio, a te viene in mente quel negozio, quell’insegna, quel Brand.

Stessa cosa vale per un professionista, se pensi a quanti architetti, avvocati, commercialisti ci sono nel mercato, hai l’imbarazzo della scelta. Ma a quale ti rivolgi? Cercherai sicuramente l’avvocato specializzato in separazioni se ti stai separando dalla moglie o da un socio,  perché sicuramente conoscerà le leggi in costante cambiamento meglio di un collega che si occupa di incidenti sul lavoro; cercherai un architetto specializzato in coperture se stai costruendo un porticato, perché conoscerà esattamente le normative in materia di ampliamento; cercherai un commercialista specializzato in artigianato se sei un artigiano, perché lui sa dirti quali sono i movimenti e gli investimenti che devi fare in quanto piccola impresa di produzione. Come vedi, ho elencato delle specializzazioni che portano l’utente verso quella direzione, pertanto anche il libero professionista può creare il suo Brand.

Quindi, sarà anche paradossale, ma per lavorare in questa maniera, inizialmente devi “tagliare“  un po’ di clienti e dedicarti con maggior attenzione a quelli che hanno esigenza  di rivolgersi a te, perché questi, nel tuo  prodotto o servizio si identificano e quasi con vanto diranno di essere tuoi clienti, perché tu sei il numero 1 in quella nicchia.

Se fai questo cominci a plasmare il tuo Brand.

Spero di aver messo in moto nella tua mente un meccanismo che possa portarti al successo in futuro.

Non mollare mai…

Buon Branding!

Cos’è un Brand?

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07c912d8-2053-4466-ac83-fa0c2174bf91Mi capita spesso di ricevere domande del genere, mi capita anche spesso di sentire nominare il termine Brand in contesti totalmente errati; quindi, prima di cominciare a spiegare cos’è un Brand (marca in Italiano), è meglio sottolineare cosa NON è un Brand:

  • il Brand non è un insegna;
  • il Brand non è un logo;
  • il Brand non è pubblicità (questo termine dovrebbe scomparire dal dizionario);
  • il Brand non è un prodotto o un servizio;

Ma allora, che caspita è questo Brand?

Ti svelo un segreto: il Brand è emozione!

Un azienda con il suo operare diventa una fonte energetica. Attraverso i suoi servizi o prodotti, trasmette emozioni ai consumatori. Dal momento in qui un utente è carico di questa energia positiva si trasforma in cliente fidelizzato. E’ nato un Brand!

Il Brand è una reazione emotiva e psicologica che nasce e cresce solo nella mente di un utente diventato cliente. Ogni azione che viene fatta dall’azienda influenza positivamente o negativamente l’impressione del cliente e quindi il Brand, per tanto ogni operazione va eseguita con lungimiranza.

Dai un’occhiata a questa foto:

newmax brand famosi

Sicuramente ti sarà bastato guardarla per qualche istante, per collegare esattamente i Brand qui sopra a un qualcosa che tu possiedi, che desidereresti o perché no, ad un qualcosa che è collegato ad un emozione negativa. Comunque sia, hai delle reazioni ben distinte per ogni singola marca che vedi nella foto.

Se vuoi scomporre un Brand e vedere come è composto, qui sotto trovi i pezzi:

  • personalità: cioè il carattere del marchio. Ossia il suo legare al utente che lo preferisce;
  • rapporto: ossia la relazione che ha costruito con i consumatori. Ingrediente fondamentale in ambiente di visuale online e offline;
  • rappresentazione di se: è l’immagine che il cliente target ha di se se tesso, e questa immagine è quella che desidera trovare nel brand;
  • conoscenza: l’impresa contiene dentro di se la sua preparazione e tutto il valore derivato dal prodotto/servizio che vuole vendere. Un Brand può evocare i suoi principi, il suo essere innovativo, il suo essere specializzato in quel settore;
  • immagine: il consumatore desidera essere identificato con le caratteristiche del Brand stesso.

Una macchina così articolata deve essere spinta da un carburante altrettanto organizzato, quindi nel pentolone che produce la benzina dobbiamo mettere anche questi ingredienti:

  • il design: va dal logo al sito internet, azioni mirate per la visibilità;
  • lo “storytelling”: la capacità e il contenuto da raccontare, deve saper dare spiegazioni che influenzino l’opinione del cliente e lo fidelizzi alla marca. Lo ripeterò all’infinito: al cliente non gliene frega una mazza che la tua azienda è aperta dal 1950. Il cliente è interessato solo al tuo prodotto/servizio;
  • il rapporto con il cliente: il Brand fa sentire i propri clienti speciali, esclusivi e parte di qualcosa di grande.

Non mollare mai…

Buon Branding!