Bruciarti un cliente è un attimo! Sia per diffidenza sua, ma soprattutto per mancanza tua.

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Uno degli errori più grandi che fa ogni Professionista o titolare di Piccola Media Impresa, è quello di provare a far fare alle persone che si imbattono nel suo marketing un passo gigantesco: entra e compra da me perché sono il più bravo, il più figo o addirittura perché sono aperto dal 1950.

La pubblicità tradizionale che vedo fare dal Professionista o titolare di Piccola Media Impresa, ruota su due canali principali, trascurando gli strumenti che vengono utilizzati:

  • Si basano sulla vendita diretta;
  • Si focalizzano sul rafforzare il nome dell’impresa a livello locale.

Se anche tu ti stai muovendo in questi termini, sappi che questo è un errore perché si rivolge soltanto alle persone già pronte ad acquistare un prodotto o un servizio e che si sono già attivate, ma allo stesso tempo trascuri il fatto che non è detto che si rivolgeranno a te.

La maggior parte del tuo marketing dovrebbe ruotare invece, attorno alla localizzazione è la motivazione del potenziale cliente per fare in modo che sia lui a chiamarti o, quando lo farai tu, sappia già chi sei.

Il marketing ha lo scopo di aiutarti a generare nuovi clienti, mentre tu lavori con quelli che hai già in banca dati.

Molti Professionisti o titolari di Piccola Media Impresa, pretendono che un sito web o un banalissimo annuncio su Facebook, svolgano tutto il lavoro per loro e le persone che vengono catturate da questi strumenti, siano già disposte a fare il grande passo di avere a che fare con loro.

Questo orrendo modo di pensare, è purtroppo aggravato anche dal servizio di consulenza drammaticamente scadente, che offrono le agenzie di Webbari o venditori di cialtronerie nel web.

Quello che viene iniettato nella mente dal Webbaro è più o meno questo:

“facciamo il sito, pubblico qualche annuncio sponsorizzato, le persone interessate ti trovano perché ti mettiamo primo su “gugol”, ti chiamano, fissi l’appuntamento e vendi.”

Sappi che non funziona in questa maniera.

E ragionare in questo modo ti fa lasciare parecchi soldi sulle tasche dei tuoi competitor. A me è capitato!

L’errore fatale che commettono molti Professionisti o titolari di Piccola Media Impresa, è il non tenere in considerazione che non tutte le persone che manifestano un’esigenza,  mandano una mail o lasciano i propri dati, siano disposte ad agire immediatamente; e non lo faranno a meno che tu non presenti loro una motivazione valida per farlo.

Infatti, se andiamo a vedere le statistiche delle visite al sito o le statistiche delle sponsorizzate su Facebook, e le compariamo con le richieste ricevute, il confronto è disumano: centinaia di visualizzazioni e cinque o sei richieste (forse).

Questo tipo di pubblicità è perdente, perché fa entrare in contatto con te soltanto ristretto target di persone, ignorando tutte le altre.

Ecco perché devi creare, affiancata alla pubblicità online e offline, una strategia di marketing a piccoli passi.

Di seguito ti dico come costruire una strategia in tre step.

Il marketing in tre step si basa su un processo che porta le persone a fare piccoli passi nella tua direzione, invece di obbligarle a fare un grande salto, prendi il cliente dove si trova adesso e lo porti, progressivamente, verso il punto dove vuoi che arrivi.

In pratica gli fai compiere una corsa ad ostacoli molto bassi, invece di chiedergli di fare il salto con l’asta.

Ecco cosa devi fare.

Step 1

Il tuo potenziale cliente legge il tuo materiale di marketing, studiato apposta per il punto in cui si trova, e decide di utilizzare la tua promozione o leggere i contenuti che hai creato appositamente per lui. La prima offerta che farai al tuo target è progettata per motivare soltanto un’indagine, senza interazione diretta. Lo scopo è quello di fargli alzare la mano, ma anche se non dovesse fare niente di impegnativo, perché tu riesca a farlo emergere fra gli altri, dovrai comunque dargli qualcosa che viene percepita come estremamente utile.

Il fatto che non debbano interagire subito con una persona che è percepita come un venditore, abbasserà in maniera significativa le loro difese e ti consentirà di acquisire un buon numero di lead, ovviamente la qualità non sarà altissima perché acquisirai anche clienti non totalmente interessati.

Step 2

l secondo piccolo ostacolo che dovrai fargli superare, è il fatto che rispondano alla tua offerta lasciando i propri dati completi.

Non puoi pensare di acquisire i clienti migliori, pubblicando solamente un sito web o un banalissimo post su Facebook.

Se per acquisire un lead è stato sufficiente generare un contenuto utile per il target a cui ti rivolgi, per ottenere i dati completi devi dare qualcosa in cambio, magari di cartaceo.

Anche se il tuo lead si è trasformato in potenziale cliente, probabilmente non è ancora pronto a parlare con te perché è cosciente (soprattutto se ha già avuto precedenti esperienze con altri tuoi concorrenti), che se ti incontra gli metterai pressione per farlo acquistare da te.

 Step 3

Dovrai fargli superare la barriera della diffidenza: il fatto che tu abbia mantenuto le promesse e che il materiale che gli hai inviato (grazie ai dati che ti ha lasciato) sia per lui di grande valore, faranno in modo che se è maturo, decida di incontrarti.

Questo è un momento molto delicato, perché durante l’incontro dovrai mostrare uguaglianza tra quello che gli hai detto fino a quel momento e cosa farai veramente per lui. Le tue comunicazioni di follow-up con il potenziale cliente, devono essere progettate per costruire la relazione e fare in modo che tu non sia l’ennesimo, che si presenta a suonare al suo campanello per vendergli qualcosa.

Ora non cambiare atteggiamento, ma stai su questo punto per portare a casa il risultato che desideri ottenere per te e per lui.

Il grande vantaggio di creare un processo di acquisizione in più step invece di pretendere di chiudere subito la vendita, è che il cliente potenziale non avverte la pressione di dover avere a che fare con un venditore nella fase iniziale del suo processo decisionale, e si sente libero di decidere con i suoi tempi se passare un da un livello all’altro. Inoltre, lasciarti la mail è per lui è molto più facile che fare il grande salto incontrarti o sentirti al telefono, quindi è probabile che tu riesca ad intercettarlo prima di chiunque altro faccia pubblicità in maniera tradizionale.

Non chiedere il tuo marketing, più di quello che può di fare.

La scala delle cose più difficili da affrontare, per una persona che vuole comprare un prodotto o un servizio, ma che si trova in una fase iniziale di percorso.

Fissare un appuntamento con un fornitore.

Arrivare a fare una consulenza personale direttamente con te, è un passo molto difficile per un soggetto all’inizio del suo processo decisionale, e quindi sarà restio ad incontrarti da lui o da te.

Per chi sta soltanto cercando informazioni, questa una cosa che lo fa uscire dalla zona di comfort, soprattutto perché non ti conosce o non è sicuro di quale sia la decisione migliore per sé.

Avere un colloquio telefonico con un fornitore.

Parlare con te è un passo impegnativo, ma meno rispetto a doverti incontrare di persona;

Quante volte ti è capitato di rispondere ad una telefonata in cui la persona dall’altra parte, alla richiesta di un appuntamento, te lo negava dicendoti: Voglio soltanto Informazioni?

Questo accade non perché tu non sei bravo a prepararti le telefonate, ma perché questa persona è ancora molto in basso nel processo decisionale.

A questo punto potresti offrire una consulenza telefonica gratuita o in chat, precisando che non può essere una cosa ultra-professionale, perché per fare un’analisi precisa hai bisogno di più info dal cliente.

Non importa quale sia l’obiettivo del tuo piano di marketing: la cosa che importa è che il primo passo che devono compiere le persone che entrano in contatto con te sia il più semplice possibile.

Il tuo unico scopo all’inizio deve essere quello di fagli alzare la mano, in modo da identificarli, per poi fargli fare il percorso verso l’obiettivo finale.

Mettere online un sito, affiancato ad una campagna Facebook e aspettarti che arrivi un cliente pronto a comprare da te mentre tu sei al mare, è la cosa più stupida che purtroppo continuo a vedere ogni giorno, ma la cosa drammaticamente vera, è che non funziona.

Non mollare mai…

Non è possibile lanciare un prodotto o un servizio solamente perché ti va.

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Non ne hai diritto.

Nel senso che puoi lanciarlo, ma se non segui alcune regole fondamentali si tratterà quasi sicuramente di un’operazione fallimentare.

Quali sono le regole?

Quelle del posizionamento ovviamente.

Detta molto banalmente, se non è ben chiaro il motivo per cui un determinato ritaglio di mercato, debba scegliere il tuo prodotto/servizio invece che un altro, forse è il caso che quel prodotto/servizio non veda mai la luce.

È molto importante, che il tuo prodotto sia reso particolarmente adeguato alle esigenze del tuo target di riferimento, idealmente questa fetta di clientela dovrebbe accogliere con un sospiro di sollievo il lancio del tuo prodotto. Se non ci sono neanche lontanamente presupposti necessari per far sì che questo avvenga, il lancio del prodotto/servizio risulterà quasi sicuramente un flop.

Ovviamente devi accertarti, che questo ritaglio di persone sia abbastanza numeroso, da rendere il business ragionevolmente profittevole (altro aspetto spesso sottovalutato).

Se vuoi vendere materassi, devi rivolgerti ad un gruppo di persone che possiedano l’esigenza del “sano riposo”.

Questo concetto, è ben fissato in testa a pochi marketer purtroppo. La maggior parte di questa categoria, è composta da venditori di visualizzazioni, like e altre stupidaggini, che il tuo direttore di banca troverà sicuramente inutili.

E mi vede d’accordo!

A meno che tu non riesca a trovare i ricercatori di quello che vendi, non sarà facile che con due click il tuo sogno americano si avveri, e anche se li trovi, non sarà facile in ogni caso.

Cambiamo discorso, ma solo per portarti un esempio.

In questi giorni stiamo assistendo all’ascesa della GDPR e di tutto il mondo che riguarda la privacy.

Questa roba è in giro già da tempo ovviamente, ma l’imprenditore della tastiera la sta scoprendo solo ora e ne è terribilmente impaurito. Si tratta di una normativa che in questo determinato momento, genera senza dubbio opportunità e paure.

Su questo argomento, puoi trovare tre tipologie di persone:

  • quelli a cui non ne può fregar di meno (sbagliando ovviamente);
  • quelli affamati di informazioni;
  • i fornitori di questo servizio.

Gli affamati di informazioni sono curiosi e vorrebbero capirne di più, ma la maggior parte di loro non è disposta a investire il tempo necessario per leggere almeno un paio di articoli sull’argomento, che potrebbe essere il minimo necessario per acquisirne un’infarinatura generale. Quindi commettono il solito e stupido errore, di chi cerca info su Facebook pretendono di trovare risposta semplice ad argomenti complessi.

Di conseguenza si affidano al fornitore che gli fa spendere meno, ma che purtroppo per loro, non li ha messi minimamente in regola.

Oggi, 25 maggio 2018, di tutte le mail ricevute dai miei fornitori in materia GDPR, ne ho salvate poche. Tutte le altre sono fuori norma o non dicono nulla.

I fornitori di questi servizi invece, si approcciano all’argomento con un atteggiamento più avido!

Fiutando i soldi che sono nascosti dietro, convinti di poterci guadagnare qualcosa senza erogare il giusto servizio.

Cercano la persona estremamente vulnerabile con un certo tipo di marketing, capace di far leva proprio su quel desiderio/esigenza o convinzione, dove queste persone possono essere convertite in clienti e quindi hanno già in testa tutto quello che serve per fagli aprire il portafoglio.

Tornando a noi, devi sapere la verità.

Una grossa parte della vendita, può essere effettuata semplicemente andando ad intercettare il dialogo mentale, che sta avendo nella testa la persona.

Da una parte, con il tuo marketing andrai a sollecitare la sua tranquillità, facendogli immaginare come si sentirà utilizzando il tuo prodotto/servizio, dall’altra andrai disegnare un quadro di tragedia, che puoi ricavare facilmente limitandoti a riportare la situazione attuale del cliente.

Ma quando cavalchi opportunità come quella della GDPR, non lavori basandoti sulle leggi del posizionamento ma sulle leggi del tempismo (accortezza e decisione nello scegliere il momento opportuno per agire; la scelta che ne consegue).

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Ti faccio un altro esempio che mostra in maniera cristallina questa sensazione.

Capita con i miei clienti, che discuta più volte sul fatto che esistono molte fonti, anche meno costose del mio sistema, che coprono il settore del marketing, per non parlare del fatto che WordPress è gratuito, e tutta una serie di altri discorsi sempre basati sullo spendere meno, come post su facebook che narrano più o meno così:

“Ti hanno detto che il marketing è difficile, ti hanno mentito te lo dicono solo per spillarti più soldi con tanti corsi? Ecco il modo semplice e veloce per saltarci fuori!”

Purtroppo, come nel caso della GDPR di prima, l’Italia è ancora terreno fertile per certi ciarlatani.

Quindi, le persone più frustrate accorrono in massa ad utilizzare questi sistemi “magici” e gratuiti (o quasi).

Perché accendono la loro speranza, che esita un modo semplice di fare soldi senza farsi il culo. È un desiderio troppo forte per non farsi sedurre.

Ed eccoli lì, tutti in massa a rincorrere i sistemi “semplici” ma che non avendo nulla a che fare con il posizionamento e le vere discipline di marketing, non possono portare niente di positivo.

Dopo le varie fregature tornano sulla retta via, e si trovano su Skype a parlare con il sottoscritto che gli spiega la dinamica della quale sono stati vittima.

Esempi come questi non rappresentano delle eccezioni.

Infatti in questo modo non puoi creare dei business che durano sul lungo periodo, puoi creare senza dubbio delle truffe.

Ma se vuoi creare un business che dura nel tempo e vuoi vendere alle stesse persone in maniera ricorrente, tutto si va a riaffermare sotto le sacre leggi del posizionamento.

È semplicemente la dimostrazione che il tuo prodotto/servizio, deve nascere con una forte argomentazione di vendita.

E se non vendi opportunità di guadagno, prodotti magici per dimagrire o per curare qualsiasi altra esigenza per gonzi, devi piegarti per forza di cose alle leggi del posizionamento.

Stai sulla strada giusta, non hai altra via.

Non mollare mai…

Faccio un sito di e-commerce o un sito con blog?

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Partiamo dal presupposto che con l’avvento del web, il tuo prodotto o servizio può raggiungere persone diverse da quelle che si potevano raggiungere un tempo, ossia il tuo “paesello” o i “paeselli” limitrofi. Con il web, la tua impresa è accessibile da tutto il mondo ed è aperta all’utente h24.

Un sito che ti permette di vendere, apre dei canali di accesso molto più ampi di quelli che puoi sfruttare nel mondo offline.

Questo lo sottolineo per quelle persone che, non essendo su internet in maniera professionale con la propria attività, non si rendono conto che perdono anche quei clienti che magari vivono a 3 km dalla loro sede. Trascurano spudoratamente il fatto che, ogni giorno qualcuno sta cercando proprio un’attività come la loro, ma non vengono scelti perché non trovati tra i risultati delle ricerche. Questo qualcuno, come tutti quando devono cercare qualcosa, va su internet! Sono convinto che lo fai anche tu che stai leggendo, di la verità…

Se non esisti online, per chi non ti conosce, non esisti e basta!

Detto questo, quando faccio questi tipi di discorso ai miei clienti in fase di colloquio, questi balzano sulla sedia uscendo con questa massima: “allora fammi un sito di e-commerce così venderò di più!“.

Ti confesso una cosa, inizialmente quando mi dicevano questa cosa pensavo: “questo è pazzo!” poi invece ho capito che essendo un pensiero frequente, molto probabilmente necessita di una spiegazione tecnica.

Prima di addentrarmi nel chiarimento però, desidero sottolineare come funziona un sito di e-commerce.

Un sito di e-commerce, ha al suo interno una sorta di catalogo virtuale dove si trovano i prodotti. L’utente sfoglia questo catalogo o menù, decide cosa gli interessa, legge le caratteristiche e alla fine dopo essersi registrato, procede all’acquisto.

Fino a qui tutto bene vero? Certo, se non fosse che nella stragrande maggioranza dei casi, il sito non porta neppure i guadagni per ammortizzare il costo per produrlo.

Nel mercato troverai, se non hai già trovato, molte agenzie che ti invaseranno il cervello per far sì che tu ti convinca che questo servizio devi assolutamente averlo, iniettandoti sottopelle che “questo sarà il futuro”, ma non è così.

Facciamo insieme un ragionamento…

Se domani mattina qualcuno vuole comprarsi una Polo della “Lacoste”, l’ultimo articolo della “Mont Blanc”, o qualsiasi altro articolo gli salti in mente, va su Google e cerca l’articolo che desidera.

Quindi Google gli presenta quello che ha trovato in rete per le parole che ha cercato; sai cosa succede a questo punto? O finiscie sul sito ufficiale dell’azienda che hai cercato, o finisce dentro qualche “Marketplace” del calibro di “Amazon”, “Privalia” o giù di li. Fatto questo, si troverà in ogni caso all’interno di un sito con un prezzo che tu, nel caso venda “Lacoste”, non riuscirai mai a fare. Sbaglio forse?

Inoltre, una domanda che mi viene da farti è: “sai se esiste sulla terra una persona che vuole comprare proprio l’articolo che tu hai a magazzino (intendo proprio il tuo)?“. A meno che tu sia l’unica persona che è in possesso proprio di quell’articolo, la risposta è di certo negativa!

Non sto dicendo che un sito di e-commerce non funziona, sto dicendo che può funzionare solo dopo che il brand della tua azienda è diventato forte nella tua nicchia di mercato.

Per fare questo, devi avere un sito che comunica, la tua specializzazione. Quando le persone ti categorizzeranno come specialista nel tuo settore, allora sì che puoi avere la tua piattaforma di e-commerce! Fino a lì, ti consiglio amichevolmente di risparmiare tempo e denaro.

Il tempo che risparmierai invece, ti consiglio di sfruttarlo a scrivere articoli (tipo quello che stai leggendo ora) per cominciare a plasmare il tuo blog.

Lascia perdere le correnti di pensiero futuristiche, che con il tempo si farà tutto online. In Italia abbiamo ancora bisogno del rapporto umano e soprattutto di vedere da chi stiamo comprando.

Se compro un I-Phone online, so esattamente da chi sto comprando, e soprattutto se voglio comprare un I-Phone online, su Google cercherò “I-Phone“, non “negozio di elettrodomestici a San Cazzaro sul Monte“! È chiaro il concetto?

Se invece sei un produttore di vino ad esempio, potresti cominciare da subito con la vendita online, ma solamente perchè il Brand sei tu. Ciò non toglie che dovresti tramite il tuo blog, trasferire agli utenti consigli pratici o ricette dove il tuo vino starebbe bene.

Il concetto che trasferisci con un sito web professionale, è ben diverso da quello che può fare una vetrina online.

Non mollare mai…

Buon Branding!

Cosa deve trasmettere il tuo sito web a chi lo visita, anche se il tuo Settore è Difficile

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Ma internet serve per la mia azienda?

Questa è la domanda che sento da decenni e ogni giorno mi batto per trasferire un messaggio chiaro e cristallino su come dovrebbe utilizzare il web la piccola imprenditoria Italiana.

L’argomento è molto particolare, come è vero che inizialmente possa impaurire visto che possiede una sua profondità, molte persone rimangono coinvolte all’interno di una trappola mentale che si chiama:

“Il mio settore è differente”.

Sostanzialmente, se gli si propone un sistema, una strategia, o una tecnica per trovare nuovi clienti grazie al web, dove lo studio non sia fatto rigorosamente sul loro settore, la loro mente si chiude e li porta a rifiutare il metodo proposto facendogli ripetere nella mente “con me non funzionerà”.

Se nel tuo settore dovesse funzionare o meno, la risposta corretta è solo nella tua mente.

“Sì lo so, il web funziona per prenotare un volo aereo o una camera d’albergo, ma il mio settore è differente!”

Quando ho cominciato la mia professione, ero molto più giovane, stupido, utopista e innocente. Pensavo addirittura che alle persone si potesse far cambiare idea.

Ora che ho scoperto che le persone non cambiano idea, mi limito a parlare, scrivere e spiegare solamente a quelle che sono così aperte mentalmente e sufficientemente intelligenti da avere la ragione che supera i blocchi mentali, paura, arroganza, stupidità, ottusità e orgoglio negativo.

Voglio raccontarti una cosa, o meglio, voglio portarti ad un ragionamento.

Dove si acquistava un tempo?

In Italia abbiamo sempre avuto una ristretta fetta di mercato creato dalle grandi aziende o negozi a marchio. Ad esempio, tralasciando il mercato dell’usato, se volevi comprarti un’auto nuova, ti recavi dal concessionario che vendeva l’auto che ti interessava.

In secondo luogo sempre in misura ridotta e nei paesi dove erano presenti, si facevano acquisti nei grossi centri (non parlo di centri commerciali, non esistevano fino a più o meno 20 anni fa) o supermarket.

Il grosso dell’imprenditoria Italiana invece, era composto dal negozio sotto casa, il professionista o l’artigiano di paese. Questa era la famosa classe media.

Dove si acquista oggi?

A differenza di un tempo, la fetta più grossa non è più in mano al negozio sotto casa, al professionista o all’artigiano di paese. Ma è composto da iper/super centro commerciale o negozio a marchio. Ad esempio, una volta esistevano molte più agenzie di viaggi di un tempo, vogliamo inoltre parlare dei negozi di ferramenta o delle botteghe? Ovvio, che è più comodo entrare in un centro commerciale dove c’è tutto.

L’utente però, è portato a fare acquisti nei grossi centri non solo per il prezzo o per la vastità di servizi che può trovare in un unico luogo. L’utente è attratto dalle aziende molto più grosse, perchè queste fanno delle attività che il piccolo imprenditore non si sogna nemmeno di pensare. La principale? Il Marketing.

Se ti sei guardato attorno in questi ultimi anni, avrai notato anche tu che se in un negozio o in un agenzia non ci sono clienti all’interno, il titolare è sulla porta che fuma. Questa è l’attività principale che fa: aspetta che arrivi qualcuno! E se questo qualcuno non arriva, la sera al bar parlerà con altri come lui che c’è la crisi e che i “grossi” ci portano via tutto il lavoro.

Ma andiamo a capire il perché e come tu puoi diversificarti.

Devi sapere che per decenni, l’azienda di paese o i professionisti, avevano successo grazie ad un monopolio di informazioni.

Prova a pensare una cosa: dove facevano acquisti i tuoi genitori?

  • Negozio – azienda di paese;
  • Negozio – azienda di paese vicino, che nella maggior parte dei casi era stato consigliato da un amico.

Quindi quando le generazioni precedenti alla nostra dovevano fare un acquisto, erano inconsciamente influenzate da:

  • Mi ha mandato uno che conosco: quindi mi fido di questo negoziante/parrucchiera/avvocato/ecc.
  • Subivano una specie di ricatto: se non compri la lavastoviglie da me, devi fare 30 km per andare in negozio da “Tizio”. Se consideri che cera un’auto per famiglia e non cerano altri strumenti per reperire informazioni, non avevi termini di paragone, quindi l’acquisto veniva fatto in quei 2/3 punti vicini a casa.
  • Controllo delle informazioni: assistenza/garanzia/confronto prodotti/confronto prezzi. Come sopra, non cerano strumenti per avere delle informazioni che aveva solo il negoziante. Quindi ti bevevi la storia che “Tizio” non ti dava la garanzia.

Se tu oggi devi acquistare la lavastoviglie, cosa fai? Te lo dico io!

Tiri fuori il cellulare dalla tasca, se sei al PC è uguale, apri Google e hai tutte le informazioni che ti interessano. Sai che fascia di prezzo ha, sai che garanzia ha, sai chi la vende e sai chi eventualmente ti potrà fare assistenza in futuro (sempre che sia online con la sua azienda).

C’è la crisi? Si! Ma dobbiamo dire anche che con l’avvento del web, dove tutti possono accedere ad informazioni che un tempo non erano così raggiungibili, automaticamente il margine si è ridotto notevolmente e il motivo te lo spiego subito.

Non cerano ancora, ma per semplicità ragioniamo in euro.

Se mia mamma voleva comprare la lavastoviglie e il negoziante gli faceva un preventivo di 500.00€, mia mamma non poteva sapere se stava prendendo una fregatura o meno. Noi oggi si!

Quindi internet ha fregato subito il 20/30% di margine al negoziante che un tempo vendeva bene. Sta di fatto comunque che se vendeva, non lo faceva perché era bravo, lo faceva perché il cliente non era preparato come ai giorni nostri.

Così funzionava in tutti i settori.

“Si ma io non riesco ad essere competitivo come una grossa azienda, i miei margini sono ridottissimi”.

Ne sono convinto, ma se non apri la mente e non ti metti in testa che devi trasmettere la tua professionalità all’esterno, ti consiglio di staccare il respiratore e lasciare che la tua azienda faccia l’ultimo sospiro senza soffrire.

Se sei di mente aperta invece, sei consapevole che non riuscirai a competere con le big company in termini di prezzo, ma sai per certo che lo puoi fare per una cosa che loro non hanno: la tua professionalità!

Questa è la cosa che tu devi trasmettere nel web oggi!

La fuori è pieno di persone che cercano soluzioni alle loro esigienze e tu puoi dargliere, a patto però che loro riescano a trovarti!

Non è il settore che è differente, è il modo in cui andrai a colpire il cliente che sarà diverso, ma il punto di partenza è che tu sia presente quando qualcuno cerca di te, del tuo prodotto o del tuo servizio.

Non mollare mai!

Vetrina di Facebook – Come utilizzarla

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Facebook da pochi giorni ha inserito una nuova funzione per i titolari di Pagine Pubbliche.

La novità tocca principalmente le attività che vendono prodotti, ma è potenzialmente sfruttabile anche da chi vende servizi.

Sostanzialmente hai la possibilità di aggiungere una vetrina alla tua Pagina. Questa è una nuova funzione in fase di implementazione di conseguenza al momento, potrebbe non essere disponibile per te. Non temere, è questione di giorni.

L’aggiunta di una vetrina alla tua Pagina è gratuita e ti permette di vendere prodotti ai clienti direttamente dalla Pagina. Facebook non richiede alcuna percentuale sui tuoi ricavi provenienti dalla vetrina, per tanto la cosa è ancora più vantaggiosa.

Vediamo passo per passo come generarla:

Con il profilo di amministratore apri la tua pagina e clicca su vetrina (freccia verde)

A questo punto si aprirà una finestra, dove ti verrà chiesto di accettare le condizioni e normative del venditore.

Accettati i termini e condizioni, si aprirà una nuova finestra che ti permetterà di fare due scelte:

  • “Invia un messaggio per acquistare.” Questa opzione permetterà al potenziale cliente di mettersi subito in contatto con te via Facebook.
  • “Acquista in un altro sito web.” Questa scelta invece, nel caso tu abbia un sito di e-commerce, permette all’utente di aprire direttamente la pagina del tuo prodotto ed acquistarlo online.

Ci siamo quasi: ora imposta la valuta (EURO)

La tua vetrina è pronta!!! Ora puoi cominciare ad aggiungere i tuoi prodotti/servizi.

Ora l’aggiunta del prodotto è abbastanza intuitiva, basterà caricare una o più foto dell’articolo ed inserirne prezzo e descrizione.

Dopo aver inserito i dati richiesti, presta attenzione ai due flag:

  • “Metti in evidenza questo prodotto.” Questa opzione ti da la possibilità di rendere sempre visibile il prodotto selezionato nella parte alta della pagina;
  • “Condividi questo prodotto nella tua pagina.” Selezionando questo flag invece, nel momento in qui salvi le modifiche, automaticamente verrà condiviso anche il prodotto.

A questo punto, il tuo prodotto è online, e l’utente che visiterà la tua pagina lo potrà visualizzare.

Cliccando sulla foto, potrà vedere la descrizione, contattarti e anche condividerlo sul suo profilo.

Ora tocca a te, usa questa semplice guida per creare la tua vetrina online. Cerca di inserire prodotti e servizi che siano in linea con la tua attività. Se vendi scarpe, non mettere in vendita la casa di tua zia, limitati a rendere visibile il tuo settore e la tua professionalità.

Se hai bisogno di ulteriori info, compila il box qui sotto.

Non mollare mai…

Buon Branding!

Contattaci se hai bisogno di ulteriori informazioni.