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Se sei un maschietto e perché no, anche femminuccia, ti ricorderai di questi tre ragazzacci: Goldrake, Mazinga e Mazinga Zeta, pilotati da Tetsuya e compagnia bella.

A seconda del tuo approccio alla TV, (Goldrake 1 episodio in Italia 1978, Mazinga 1 episodio in Italia 1979 e Mazinga Zeta 1 episodio in Italia 1980), il primo di questi personaggi che hai visto, sarà il primo dei personaggi che ti arriverà in testa se ti parlo di Robot che ci salvano dal male.

A seconda della tua esperienza vissuta quando da ragazzino guardavi questi cartoni, ti partirà una sensazione associata a quel periodo.

Quando parliamo di essere clienti di qualcuno, succede la stessa cosa, sia in positivo e purtroppo anche in negativo.

Parliamoci chiaro! Tutti siamo clienti di qualcuno.

Ti sarà capitato di aver preso una fiondata da un meccanico, che nella tua testa ha lasciato il messaggio che tutti i meccanici appena possono ti fiondano…

Per non parlare dell’assicuratore… Che quando dovevi essere risarcito dalla tua polizza infortuni, hai scoperto che non ha mai versato i soldi alla compagnia ma se li è sempre intascati e di conseguenza tu, per quei 7/8 anni non eri assicurato come credevi.

Medici privati: si spogli, proviamo la pressione, due colpi di tosse, 300€ e arrivederci e grazie.

Vado avanti ancora? Baristi maleducati, commessi da ammazzare di botte ecc?

Non mi sembra il caso!

Quello che mi sembra giusto fare, è portarti a ragionare su come secondo te, i tuoi clienti ti percepiscono rispetto alla concorrenza e come un potenziale cliente ti può scegliere rispetto alla concorrenza.

Se sei in una categoria sufficientemente sputtanata, hai due strade:

1) devi lavorare per raddrizzarla (la cosa è impossibile);

2) devi lavorare per differenziarti (possibilissimo).

Io con la mia categoria, ci sono dentro con tutte e due le scarpe nella merda! Per anni, questo settore è stato nelle mani di grafici creativoni e nerd che non sanno nemmeno allacciarsi le scarpe. Con il risultato che oggi nella testa delle persone, la visibilità in genere, on e offline non serva ad un cazzo (in parte è vero).

Quando però mi capita, come è capitato ieri pomeriggio, che un cliente dopo aver fatto una piccola campagna su Google Adwords, mi scrive “ho ricevuto 7 telefonate in un’ora”, capisco che quello che sto facendo è corretto e soprattutto, vengo percepito come specialista in quella categoria.

TU DEVI FARE LA STESSA COSA PER LA TUA PROFESSIONE.

E se non lo hai ancora fatto non è colpa tua, è colpa di qualche coglione che, facendo cazzate su cazzate ti ha rovinato la strada.
1) Focalizzati su quello che vuoi fare;

2) Comunicalo in modo corretto;

3) Vendi.

Vaaaaa… Distruggi il male vaaaa!

Non Mollare mai…

Buon Branding!

 

Se siamo d’accordo sul fatto che, da titolare di P.I. in qualsiasi settore in cui operi, il primo tuo pensiero del mattino è quello di fatturare, ti consiglio di leggere questo articolo, dove in maniera più semplificata possibile ti dirò tutta la verità sulla newsletter professionale.

NEWSLETTER PROFESSIONALE

Tutta la verità che nessuno ti ha mai detto prima.

Lo strumento oggi più utilizzato per la promozione e la comunicazione on-line è senza dubbio la newsletter: un messaggio di posta elettronica che viene inviato periodicamente e gratuitamente ad un prescelto gruppo di utenti.

I vantaggi di tale mezzo sono evidenti sia per chi invia, sia per chi riceve la comunicazione. Da un lato l’azienda ha la possibilità di raggiungere un numero anche molto elevato di utenti e/o potenziali clienti, dall’altro gli utenti vengono aggiornati su argomenti di loro interesse.

Le informazioni contenute in una newsletter possono riguardare moltissimi argomenti inerenti la propria attività: una nuova offerta, la promozione di un particolare servizio, avvisare di aggiornamenti presenti sul sito oppure, essere legati ad uno specifico come: eventi, promozioni natalizie, auguri, appuntamenti importanti, ecc.

Per essere uno strumento efficace di promozione, la newsletter deve essere strutturata con professionalità e con un progetto editoriale di base ben preciso e definito che preveda un invio periodico (almeno mensile) e una strutturazione dei contenuti tale da seguire i seguenti punti focali:

  • Attirare l’attenzione, inserendo novità e informazioni che siano di reale interesse per gli utenti;
  • Comunicazione breve e d’impatto, sintetizzando un concetto e dando eventualmente la possibilità di ulteriori approfondimenti sulla singola informazione tramite un link al sito;
  • Dare informazioni corrette e mai ingannevoli;
  • Inserire contenuti aggiornati;
  • Oggetto della newsletter coerente e accattivante una frase riassuntiva dell’argomento trattato.

È importante avere una coerenza tra l’oggetto e il contenuto della newsletter per trasmettere un senso di serietà agli utenti.

Rispettare la privacy, fornendo sempre la possibilità di disabilitare il servizio riportando sempre l’apposita dicitura in fondo alla email;

Rispettare la periodicità. La cadenza mensile va sempre rispettata e, inoltre, se ci sono invii speciali fatti per le occasioni speciali (ad esempio Natale, ecc.) la cosa deve sempre essere adeguatamente segnalata.

Di notevole importanza, inoltre, è l’utilizzo di una grafica d’impatto.

Fino a qualche tempo fa si preferiva utilizzare le newsletter di tipo testuale ove gli unici elementi di tipo “visivo/grafico” era l’utilizzo degli spazi, dei segni di interpunzione classici, dell’asterisco e del trattino.

Con la diffusione di client di posta che supportano egregiamente la visualizzazione degli elementi grafici (tipo outlook, thunderbird, ecc), il mercato si è sempre più orientato verso le newsletter grafiche che offrono nel contempo un notevole impatto visivo ed una maggiore immediatezza di comunicazione.

La progettazione di una newsletter pertanto non può trascendere dal considerare anche la corretta impaginazione senza appesantire la comunicazione sia dal punto di vista visivo che dal punto di vista della dimensione fisica (kb) che l’utente dovrà poi scaricare nella propria posta.

Le immagini e la grafica inserite in questa forma di comunicazione devono essere utili ad esemplificare il significato del testo all’utente, ma anche ad attirarne l’attenzione.

Quando leggiamo un testo tendiamo infatti a fare in un primo momento una lettura d’insieme del contenuto e il discorso vale ancora di più nel mondo internet in cui il colpo d’occhio è fondamentale. Per questo motivo l’utilizzo di appropriate convenzioni grafiche e di fondamentale importanza nella comunicazione veloce qual è una newsletter, verso la quale si può ipotizzare una prima fase iniziale di circa 20-30 secondi in cui l’utente “scansiona” velocemente il contenuto e decide se gli interessa oppure no. In questa fase quindi una immagine appropriata fornisce “a colpo d’occhio” la giusta informazione per invitare l’utente ad approfondire il contenuto e leggere tutta la newsletter e rimane a volte molto più impressa nelle persone di uno slogan o di una frase.

Anche qui dal punto di vista grafico è perciò importante:

  • Considerare la newsletter come uno strumento di comunicazione nel suo insieme, tenendo presente la facilità di lettura grafica e il colpo d’occhio;
  • Utilizzare una struttura semplice e snella per permettere almeno una discreta velocità di scaricamento;
  • Utilizzare delle immagini a corredo delle informazioni per rendere più significativa l’informazione e attraente per l’utente;
  • Mantenere una coerenza nel modo di presentarsi per dare agli utenti un segnale di serietà e di cura e attenzione nella comunicazione;
  • Utilizzare segni distintivi e grafici che siano di buona comprensione.

    COME PETER PARKER NEI CIELI DI NEW-YORK

    Usa la Newsletter come la ragnatela di Spiderman, attira i clienti a te e vola sopra i concorrenti!

 

L’implementazione di una newsletter professionale presuppone l’utilizzo di un software per la creazione e la gestione della stessa affidabile e con le giuste funzionalità.

La “NEWSLETTER PROFESSIONALE” proposta da newmax, permette di inviare un solo messaggio di posta elettronica ad un elenco di indirizzi e-mail in modo semplice, intuitivo e veloce.

Questo consente una facile gestione della stessa da parte degli operatori preposti.

La soluzione funziona esclusivamente via web, non è richiesta alcuna installazione di software sulle

macchine del cliente. La console di amministrazione può essere utilizzata da qualsiasi postazione PC

collegata ad internet e nel caso di newsletter con invio programmato, il PC può essere addirittura spento.

La newsletter oggi, è lo strumento più efficace per raggiungere migliaia di clienti in pochissimo tempo e soprattutto, questi clienti ricevono informazioni talmente dettagliate, che al momento di un incontro sono già informati sul tuo operato e di conseguenza la tua vendita sarà molto più veloce.

 

Non Mollare mai…

Buon Branding

A giugno del 2014, io e mia moglie adottiamo Lucky, salvandolo dal canile. La precedente proprietaria non poteva più tenerlo e quindi ci abbiamo pensato noi.
Lucky in maniera molto timida e spaventata entra nelle nostre vite e capisce fin da subito i nostri ruoli.

– Mia moglie = suo cliente;
– Io = suo concorrente.

Partendo dal presupposto che io non volevo cani dentro casa, lui fa gli occhi dolci a mia moglie e guarda caso entra in casa già dalla prima notte. Rassegnandomi che già la prima battaglia l’aveva vinta lui, mi abbandono al fatto di farlo dormire nel mio studio ma assolutamente, Lucky non dovrà salire sul divano e non dovrà entrare né in camera né in bagno.

Questa è la mia regola.

Passano i mesi e Lucky che di mestiere regala amore, timidamente si avvicina al divano mentre guardiamo la TV dopo cena. Riesco sempre a fermarlo dal salirci ma vedo che studia in maniera chirurgica tutti i miei movimenti.

Una sera rincaso dopo cena, guarda caso Lucky è nel divano che guarda “C’è posta per te con mia moglie”. Giuro che stava guardando la TV. Dico, ma cosa ci fa Lucky li???? Risposta: è pulito dai, poverino…

Me l’ha messa in culo la seconda volta.

Per seguire dei clienti distanti o per partecipare a qualche corso, capita che la notte io la passi in hotel…

Vi lascio immaginare in che maniera Lucky sia riuscito a fottermi per la terza volta.

Questo è riuscito a farlo perché negli anni ha sempre lavorato per fidelizzare il cliente, fino ad arrivare al punto da far pensare a mia moglie “senza Lucky sono morta”…

Se andiamo avanti così, tra qualche mese io dormirò definitivamente in studio e lui al mio posto nel matrimoniale.

Nel corso del mio rapporto con Lucky ho analizzato bene in che maniera la sua strategia si differenzia dalla mia:

– Il mio ruolo comprende molte mansioni, il suo solo una (focus);
– Ha studiato le mie abitudini per capire anche le mie assenze (strategia di attacco);
– Quando mia moglie arriva a casa lui gli fa mille feste (urlo di guerra);
– Lui è sempre presente quando mia moglie lo cerca (visibilità).

Quindi se vuoi imparare da Lucky a sbaragliare la concorrenza devi:

– Analizzare la tua specializzazione, fare tutto per tutti diventa un fallimento: se per spiegare la tua attività parti col dire “hai presente Tizio? Ecco io faccio quello che fa lui ma costo meno” sei nella merda.
– Studiare i concorrenti e risolvere le problematiche dovute a delle loro non curanze: in questa maniera risulterai diverso dagli altri.
– Lanciare un messaggio chiaro di quello che fai.
– Rendere visibile tutto quello sopradescritto affidandoti a noi (una marchetta fammela fare), scrivi a info@newmaxlab.com

Comunque, essendo un competitor sportivo, chiudo il post con questa frase:

“I love Lucky”.

 

Non mollare mai…

Buon Branding!

 

Nel caso avessi avuto il dubbio di contattarci per una collaborazione, di seguito ti elenco dei buoni motivi per non farlo.

Nel mercato trovi moltissime web agency che potranno colmare il tuo desiderio e quello dei tuoi collaboratori, di avere una bella presenza nel web generando un sito pieno di effetti speciali. Il problema però che mi viene manifestato da vari titolari d’impresa, è che non sono soddisfatti del proprio sito internet. Questo accade perché nel settore delle web agency, ci sono molti bravi grafici e pochi bravi esperti di vendita.

Se un utente visita il tuo sito internet, una volta uscito dovrà ricordarsi di te, non del tuo sito. L’esperienza che l’utente prova quando ti visita online non può essere paragonata a quella che si prova guardando i fuochi d’artificio a ferragosto, dove finiti i fuochi si va tutti a casa e domani ce ne siamo già dimenticati.

Leggi gli 8 motivi per i quali non saremo mai un tuo partner professionale.

 

Non siamo dei grafici creativi.

Tutto quello che creiamo serve esclusivamente per colpire il tuo potenziale cliente in target. Non ci interessa lavorare di grafica con delle foto. Noi preferiamo affiancarti per aiutarti a comunicare al meglio la tua professionalità. La grafica viene dopo, non temere.

Non siamo dei pubblicitari.

Il marketing è una scienza, no una moda del momento. Tutte le azioni che fai devono essere ponderate e strutturate in maniera scrupolosa.

Non parleremo con te di codici html, seo, sem, ccc.

Comunicheremo con te in maniera tale che tu possa comprenderci, non ti faremo passare per profano in materia, anzi! Il nostro scopo sarà quello di farti comprendere un argomento che al momento non conosci.

Non punteremo a farti apparire per primo su Google

Noi prima preferiamo che tu venga in mente per primo nella testa del potenziale cliente. Ti insegneremo cos’è il posizionamento del brand, cercheremo di capire in cosa ti distingui dalla concorrenza e comunicheremo in maniera tale, che tu diventi primo nella tua determinata nicchia di mercato. Se fai bene questo lavoro, automaticamente sarai primo su Google.

Non ti affianchiamo su inutili campagne social

Se prima il tuo sito web non sarà diventato un tuo fedele compagno di lavoro. Non esiste che tu spenda soldi su Facebook , se il tuo sito non comunica la tua specializzazione;

Non ci puoi pagare subito

Noi non usiamo la strategia “prendi i soldi e scappa”, che purtroppo in Italia ormai è una moda. Siccome noi sappiamo che come la tua attività si evolve, anche il tuo sito web dovrà seguire l’azienda, ti affiancheremo ogni volta che ne hai bisogno e verremo pagati un po’ alla volta.

Non accetteremo i complimenti dei tuoi collaboratori

Il tuo sito non dovrà superare i test che farà tuo nipote perché lui è “gggiovane”! Il tuo sito verrà scannerizzato dai nostri migliori collaboratori che sono dei professionisti del web e della vendita. Di conseguenza non guarderanno il tuo sito con l’espressione da ebete, ma cercheranno di capire se comunica o meno quello che devi trasferire.

Non lavorerai con tutti, ma solo con quelli che vogliono diventare tuoi clienti. Come strumento ti insegneremo a creare la tua lead generation

La “lead generation” è un’azione di marketing che consente di generare una lista di possibili clienti interessati ai prodotti o servizi offerti da un’azienda.

Questa operazione consiste nel trovare i clienti interessati, farsi dare i contatti dalla persona e costruire una banca dati che sarà utilizzata a livello commerciale. Il pregio della “lead generation” è di generare una lista di possibili clienti realmente interessata e quindi con forte propensione all’acquisto del prodotto o servizio offerto, perché avviene una “selezione” a monte. Questo significa che il messaggio di vendita viene effettivamente veicolato soltanto ad alcuni consumatori, profilati grazie agli strumenti di marketing strategico.

Questo articolo, è stato prodotto puramente per farti capire cosa devi pretendere online dalla tua attività.

Vuoi un bel biglietto da visita che l’utente vede sul suo smartphone o vuoi che quello smartphone lo usi per contattarti?

Non mollare mai…

Buon Branding!

Facebook da pochi giorni ha inserito una nuova funzione per i titolari di Pagine Pubbliche.

La novità tocca principalmente le attività che vendono prodotti, ma è potenzialmente sfruttabile anche da chi vende servizi.

Sostanzialmente hai la possibilità di aggiungere una vetrina alla tua Pagina. Questa è una nuova funzione in fase di implementazione di conseguenza al momento, potrebbe non essere disponibile per te. Non temere, è questione di giorni.

L’aggiunta di una vetrina alla tua Pagina è gratuita e ti permette di vendere prodotti ai clienti direttamente dalla Pagina. Facebook non richiede alcuna percentuale sui tuoi ricavi provenienti dalla vetrina, per tanto la cosa è ancora più vantaggiosa.

Vediamo passo per passo come generarla:

Con il profilo di amministratore apri la tua pagina e clicca su vetrina (freccia verde)

A questo punto si aprirà una finestra, dove ti verrà chiesto di accettare le condizioni e normative del venditore.

Accettati i termini e condizioni, si aprirà una nuova finestra che ti permetterà di fare due scelte:

  • “Invia un messaggio per acquistare.” Questa opzione permetterà al potenziale cliente di mettersi subito in contatto con te via Facebook.
  • “Acquista in un altro sito web.” Questa scelta invece, nel caso tu abbia un sito di e-commerce, permette all’utente di aprire direttamente la pagina del tuo prodotto ed acquistarlo online.

Ci siamo quasi: ora imposta la valuta (EURO)

La tua vetrina è pronta!!! Ora puoi cominciare ad aggiungere i tuoi prodotti/servizi.

Ora l’aggiunta del prodotto è abbastanza intuitiva, basterà caricare una o più foto dell’articolo ed inserirne prezzo e descrizione.

Dopo aver inserito i dati richiesti, presta attenzione ai due flag:

  • “Metti in evidenza questo prodotto.” Questa opzione ti da la possibilità di rendere sempre visibile il prodotto selezionato nella parte alta della pagina;
  • “Condividi questo prodotto nella tua pagina.” Selezionando questo flag invece, nel momento in qui salvi le modifiche, automaticamente verrà condiviso anche il prodotto.

A questo punto, il tuo prodotto è online, e l’utente che visiterà la tua pagina lo potrà visualizzare.

Cliccando sulla foto, potrà vedere la descrizione, contattarti e anche condividerlo sul suo profilo.

Ora tocca a te, usa questa semplice guida per creare la tua vetrina online. Cerca di inserire prodotti e servizi che siano in linea con la tua attività. Se vendi scarpe, non mettere in vendita la casa di tua zia, limitati a rendere visibile il tuo settore e la tua professionalità.

Se hai bisogno di ulteriori info, compila il box qui sotto.

Non mollare mai…

Buon Branding!

Contattaci se hai bisogno di ulteriori informazioni.

Molte persone, nonostante l’anno in corso sia il 2017, ritengono che IL WEB NON SERVA A NULLA e lo conferma il fatto che ai giorni nostri, moltissime aziende sono ancora sprovviste di un sito internet.

Solitamente questo pensiero, soggiorna nella mente sia di utenti che non ottengono da internet il risultato che desiderano, ma è condiviso anche da altri che ritengono che questo strumento non serva per la loro attività.

La cosa che accomuna queste due categorie di persone è il fatto che non sono a conoscenza di un aspetto fondamentale del web.

INTERNET AMPLIFICA IL TUO MESSAGGIO, NON LO CREA!

Quando qualcuno si imbatte in un consulente di web, si imbatte in una persona che ha come unico scopo vendergli un sito internet. Per vendergli questo sito il consulente valorizzerà i seguenti argomenti:

  • Visibilità;
  • Posizionamento sui motori di ricerca;
  • Promozione online;
  • Campagne su Google;
  • Campagne su Social Network;
  • Ecc…

Questi fattori se pur importanti, sono insignificanti se alla base non c’è una strategia ben definita. Se io non ho nulla da comunicare, creerò un sito che espone il fatto che sono aperto dal 1980, che faccio il fabbro e che il mio capannone è di 1000 metri quadrati. Dati come questi NON mi serviranno ad acquisire clienti. Dati come questi, associati agli argomenti sopra elencati attireranno visite nel mio sito, ma non produrranno alcun fatturato.

Come citato sopra, internet amplifica online quello che io sono offline. Prova a fermarti un secondo a riflettere: quanti messaggi pubblicitari e non, ricevi quotidianamente? Quanti di questi li ricordi e li associ ad un’azienda?


3 FASI CHE DEVI CONSIDERARE PRIMA DI METTERE ONLINE IL TUO SITO


1)  Se non sei primo in una categoria, creane una in cui diventarlo.

Molti sono convinti che la cosa fondamentale per vincere sul mercato sia essere primi su Google, questo concetto è molto importante, ma il fatto è che se sono primo su Google ma non soddisfo la richiesta dell’utente che mi visita, quest’ultimo uscirà dal mio sito e aprirà quello successivo. Questo comporta la perdita del potenziale cliente.

Come puoi agire quindi?

Nel mercato ci sono infinite aziende, in pochissime però, sono specializzate in una categoria o in un modo di operare.

Se vendi abbigliamento e sei specializzato in abbigliamento sportivo (non sei l’unico), devi valorizzare il fatto di quanto sia comodo vestirsi in modo sportivo e nel tuo sito devi spiegare magari, come abbinare un pantalone sportivo con una giacca elegante. L’utente che ti leggerà, non ti percepirà come uno dei tanti negozianti, ti percepirà come un professionista che assiste il cliente e non che vuole solo vendergli qualcosa.

Se vendi birra e sei specializzato in birra biologica (non sei l’unico), devi posizionarti come estremo conoscitore di birre biologiche e argomentare il fatto di quanto sia migliore la birra biologica o artigianale rispetto a quella tradizionale.

Se vendi un servizio come lavanderia e sei specializzato in tappeti, non pubblicizzare il fatto che tu sei migliore di un tuo concorrente, spiega all’utente quanto importante è avere un tappeto pulito per non respirare aria malsana, dovuta da batteri che si nascondono dentro un tappeto.

Quando ti metti nel mercato, non devi chiederti: “in che cosa sono migliore della concorrenza”? Quando ti metti nel mercato devi chiederti “in quale nicchia o categoria posso essere primo”?

Hai un ristorante e i tuoi clienti ti dicono che i tuoi spaghetti sono una bomba? Spingi e pubblicizza i tuoi spaghetti! Se il tuo concorrente che ha il ristorante due civici più in la fa il pesce, tu non guardare lui, vai avanti a spaghetti. Se fai questo, sarai categorizzato come lo specialista degli spaghetti e indovina un po? Quando le persone vorranno mangiare spaghetti non andranno da “Gino il re del pesce fresco”, verranno da te.

Colpisci una nicchia! Colpisci una nicchia! Colpisci una nicchia!

Ad esempio newmaxLab è la prima azienda che si occupa di web creata da professionisti della vendita e di conseguenza quando sviluppiamo un sito, mettiamo all’interno dello stesso tutte le strategie che vengono utilizzate in una vendita offline. Se vuoi un sito che ti faccia fatturare di più, scegli un grafico o un VENDITORE?

2) È più facile essere primo nella mente del consumatore piuttosto di convincerlo che il tuo prodotto è meglio di quello del tuo concorrente.

Per essere primi sulla mente del consumatore, devi fare azioni di marketing con una precisione chirurgica, valorizzando le tue specializzazioni e soprattutto dando delle informazioni reali sul tuo settore.  Tutte le azioni che fai, devono essere prese con lungimiranza. Dal momento in qui operi in maniera corretta nel marketing, e riesci ad arrivare primo nella mente, automaticamente per quella nicchia di clienti sei il primo sul mercato/categoria.

Esempio:

  • CuoreBio = primo nella mente come negozio di alimenti Biologici (i supermercati esistevano già);
  • Nespresso = primo nella mente per il caffè in cialde (il caffè lo si beveva anche prima);
  • Alcott = primo nella mente per tendenza giovane a prezzo democratico (negozi di abbigliamento esistevano già);
  • Volvo = primo nella mente per la sicurezza (anche gli altri marchi superano i severi standard in termini di sicurezza, ma Volvo ha trasmesso questo messaggio per primo e nessun’altra casa è riuscita a prendere il suo posto nella mente del consumatore).

3) Il Marketing non è uno scontro tra prodotti/servizi, è uno scontro tra emozioni.

Se stai pensando che il marketing sia una guerra tra prodotti e che il prodotto migliore sia quello che vince sul mercato, ti stai sbagliando di grosso. Il marketing è una guerra, ma è una guerra tra emozioni.
Spesso le aziende fanno l’enorme errore di focalizzarsi sul prodotto della concorrenza, così facendo sono sicure di scendere nel campo di battaglia con la verità tra i denti e certe che il loro prodotto vincerà.
In realtà la regola è questa:
diventi primo sul mercato solo se sei primo nella mente del consumatore. Per diventare primo nella mente del consumatore devi fare del marketing che porti la tua professionalità e specializzazione all’utente.

Ti sei mai chiesto perché un tuo concorrente lavora più di te nonostante tu abbia una migliore qualità? Come si muove sul mercato a differenza tua?

Detto questo, anzitutto vorrei farti i miei complimenti, stare al timone di un’impresa oggi non è cosa facile. Molto spesso le persone che ci circondano (famigliari, amici), non si rendono conto della missione che stiamo portando avanti. Si limitano a giudicare o criticare senza senso e senza nessuna cognizione di causa.”

Io sono convinto di una cosa:

“Per parlare degli altri, bisogna essere sopra gli altri!”

Sarà capitato anche a te di discutere dei problemi che la tua impresa sta attraversando in questo momento storico, dove il crollo del tessuto imprenditoriale ha drammaticamente compromesso la situazione economica territoriale.

Ti sarà anche capitato di imbatterti su delle persone che non hanno saputo altro che consigliarti di chiudere bottega e andare a fare il dipendente (come fosse l’unica soluzione per salvarti il culo).

Inoltre uno dei motivi che abbatte drasticamente il tuo stato d’animo sono i clienti sempre più pretenziosi che ovviamente oltre che ad un servizio perfetto vogliono pagare sempre meno.

E per non farci mancare nulla, ti sarà anche capitato di imbatterti su fornitori che ti hanno coperto di promesse e tecnicismi che poi alla fine si sono rivelati un vagone di cazzate!

Ecco, vorrei soffermarmi sul vagone di cazzate e riassumertelo brevemente.

I cazzari te la raccontano cosi:

  • Se ti impegni e sei bravo, puoi lavorare sempre;
  • Se non vendi o non hai clienti è perché non ci credi abbastanza;
  • Devi proporti a tutti perché sono i numeri che contano, più persone colpisci, più clienti puoi avere;

E infine:

  • Quando hai un cliente di fronte devi stimolargli il bisogno latente!

Secondo le teorie di questi ritardati mentali, ogni persona che passa per la strada può essere un tuo cliente. Sostanzialmente basta che tu sia in grado di trasferirgli il fatto che ha bisogno di te, anche se un secondo prima di conoscerti non lo sapeva.

Se queste teorie fossero vere, tutte le persone passerebbero le proprie giornate a comprare qualcosa o a farsi fare qualcosa, “sai, dovessi averne bisogno…

In più, acquisterebbero più versioni dello stesso prodotto, metti caso che mi serva la funzione che vendi solo tu… Ad esempio nelle case ci sarebbero 4 spazzolini da denti a testa,

  • Uno lava i denti;
  • Uno lava la lingua;
  • Uno lava l’interno della bocca;
  • Uno lava gli spazzolini che hai appena usato.

Devi sapere che, questa cazzata del bisogno latente esisteva quando c’erano soldi facili e le banche davano castelletti e carte di credito a striscio veloce.

Non frequento i bar, ma per un momento mi siedo virtualmente a bere un caffè con te per fare un ragionamento.

Scusa un secondo:

se anche fosse minimamente vero che basta stimolare il bisogno latente di una persona per portarla a fare affari con te, pensi sia cosa facile come si faceva una volta, quando bastava dargli una pacca sulla spalla e fingersi amico per potergli appioppare qualcosa?

Hai capito bene, nell’era pre-web, le persone vendevano i loro servizi così! Facendo finta di essere amico del utente, facendo la battuta giusta per rincoglionirlo, aiutandosi in certi casi, con un bel calice di bianchetto. Sai come andava a finire? L’interlocutore per non sbattersi più di tanto, considerando che le banche erogavano denaro facilmente, e non aveva strumenti per paragonare un fornitore ad un altro, comprava da quello che riusciva in breve tempo a soddisfare la sua apparente esigenza.

Proviamo oggi?

  • Il fornitore e il potenziale cliente si incontrano da qualche parte o il potenziale cliente va in azienda dal fornitore;
  • Il fornitore gli stimola sto cazzo di bisogno latente;
  • Il cliente, che magari vuole pensarci un po’, torna a casa e cerca info sul fornitore su internet;
  • Ci sono casi dove non trova nulla e ce ne sono altri dove trova un sito web pieno di cazzate e talmente complicato che è più facile fare un puzzle di 5000 pezzi;
  • Non soddisfatto, chiude il sito, va su Facebook e trova la pagina aziendale del fornitore dove è condiviso l’ultimo goal di Balotelli o altre stupidate che non sono in linea con la company profile;
  • Nuovamente non soddisfatto, chiude anche la fan page, va sul profilo della persona che ha incontrato e trova le foto di lui ubriaco marcio alla festa del cotechino di “Colbasso”, circondato da signorine con la bocca a culo di gallina.
  • A questo punto, chiude tutto definitivamente e fa una ricerca per settore, trova il leader di mercato o quello con il prezzo più basso.
  • Fornitore iniziale tagliato fuori.

“O sei professionale dalla testa al clic, o stimolare il bisogno latente ti porterà a fare il lavoro per la concorrenza.”

Quante volte ti è capitato di scorrere le corsie del supermercato e trovarti in mezzo un bel totem che pubblicizza una tale marca di caffè? Cos’hai fatto? Nel 99% dei casi le persone dicono: “cavoli stavo dimenticando il caffè!!!”, mollano il carrello fregandosene della pubblicità, corrono nello scaffale e comprano il loro caffè preferito!

Bisogno latente stimolato da Tizio, vendita effettuata da Caio! Figo no??? NO!!!!!

Per evitare che questo accada, la primissima cosa che dovresti fare è quella di entrare nel web con la tua attività rispettando le tre fasi che ti ho descritto sopra, poi tutto il resto che ti possiamo insegnare è importante, ma la prima cosa da fare è mettersi in questa logica.

Detto questo, un consiglio spassionato che ti voglio dare è il seguente:

Crea il sito internet per la tua attività: non esiste che nel 2017 tu non sia nel web in maniera professionale!

NON ESISTE!

Se vuoi che le persone ti percepiscano come professionista devi essere online. Inserisci costantemente sul tuo nuovo sito, contenuti di valore che parlano di come lo fai, non solo di cosa fai. Diversificati dalla concorrenza, colpisci una nicchia e legala a te come specialista.

Se vuoi maggiori info, compila il box che troverai in fondo alla pagina.

Non mollare mai…

Buon Branding!

Contattaci solo se vuoi avere risultati reali.

Per definire una strategia di marca o “brand strategy”, parliamo del percorso che sviluppa il successo del tuo marchio e nel caso tu sia un professionista, del tuo nome. Drasticamente, ti dico che è un percorso a lungo termine, nessun brand di fama è diventato tale in un mese.

Chiariamo subito una cosa: il tuo brand non è il tuo prodotto, non è il tuo logo, non è il tuo sito web. Il brand è qualcosa che non si vede, nasce nella mente del consumatore in modo emozionale.

Detto questo, per dare poco spazio ai marketer che parlano di numeri senza senso e che sono convinti che certi fenomeni avvengano grazie alla creatività, io ti dico che per sviluppare un brand ci vuole scienza, l’arte è un altro mestiere.

1-SCOPO

Ogni brand fa una promessa. Però in un mercato dove la domanda è la fiducia sono basse, mentre l’offerta è alta, non basta fare una promessa a differenziare un’azienda da un’altra. La differenza la fai se hai uno scopo che definisce qualcosa, devi prenderti la responsabilità di soddisfare il tuo interlocutore mantenendo quello che hai promesso.

Ti sembra poco?

Quando hai compreso il posizionamento del tuo marchio, avrai capito a cosa servi al mondo e di conseguenza quando ti alzerai al mattino per andare al lavoro, avrai uno scopo specifico che ti differenzierà dai tuoi concorrenti.

Come si possono definire gli scopi commerciali delle PMI? In due modi:

  • FUNZIONALE: In questo caso, apro l’azienda o porto avanti quella del papi e lo scopo della fabbrichetta è quella di fare soldi. Qui non diventi un brand, sei qualcuno facilmente sostituibile con qualche euro in meno.
  • INTENZIONALE: Creo un business differenziante, mi focalizzo su una nicchia del mio settore, faccio del bene ai miei clienti, faccio soldi. Qui ci sono i presupposti per diventare un brand.

Molte  delle grandi aziende, nonostante facciano denaro a palate, non perdono mai di vista lo scopo. Ci sono molti marchi che sottolineano la loro visione, per esempio IKEA:

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La visione di IKEA non è solamente vendere mobili, ma “creare una vita quotidiana migliore per la maggioranza delle persone”. Questa cosa è percepita dal cliente.

Se vuoi definire il tuo scopo, tieni sempre a mente questo esempio. Fare soldi è una priorità, ma se operi solo con questa idea in testa, stai facendo ben poco per creare il tuo brand.

2-COERENZA

Una delle cose più allucinanti che trovo in rete, è quando le aziende condividono sui social foto o argomenti che non centrano niente con la propria entità. Ogni volta che aggiungi una con il profilo aziendale sui social fatti questa domanda: “cosa centra questo con la mia impresa?” Stai allineato con il messaggio che vuoi dare, non andare a caccia di like con altre cazzate. Le cazzate confondono l’utente sulla tua serietà. Le cazzate falle fare ai ragazzini, non puoi pubblicare un video sul Milan con il profilo della tua azienda.

Se vuoi che il tuo marchio si posizioni con coerenza, devi analizzare tutte le azioni che fai, specialmente nel web.

Vediamo un bel esempio di coerenza dando un’occhiata a ROLEX:

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Per evitare che i tuoi visitatori facciano fatica a dare un senso alla tua azienda, considera i vantaggi di dare una linea a tutta la tua visibilità. Investendo del tempo a definire come muoverti, così facendo il tuo marchio godrà di beneficio nel lungo termine.

3-EMOZIONE

I clienti non sono sempre razionali.

Non c’è altro modo di spiegare il perchè una persona paga molti soldi in più per comprare un Harley Davidson, piuttosto che un’altra moto più economica ma allo stesso tempo ben fatta. Dentro la testa di questa persona c’è una voce che ininterrottamente sussurra: “Compra un Harley, compra un Harley…”

Il motivo? Harley Davidson utilizza il branding emozionale attraverso la creazione di una comunità intorno al marchio. Hanno iniziato i fondatori con HOG  “Harley Owners Goup” (Gruppo Proprietari di Harley) per tenere stretti i clienti al loro marchio, fornendo a quest’ultimi la sensazione di sentirsi parte di un grande gruppo.

Riflettici un secondo, se pensi ad una moto che ti dia la sensazione di viaggio in libertà, ti viene in mente una Harley Davidson, e quando vedi passare un gruppo di moto custom, pensi che in giro ci sia un raduno di Harley.

Perchè accade questo? Perchè le persone hanno un forte bisogno psicologico di appartenere a qualcosa e di essere connessi ad altri che hanno lo stesso desiderio. Questa teoria la trovi ben spiegata nella Piramide dei Bisogni di Moslow.

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Che spunti puoi prendere da Harley Davidson? Trova un modo per connetterti ai tuoi clienti a livello emotivo. Cosa fai per dare loro sicurezza? Cosa fai per farli sentire parte di un gruppo? In che modo li fidelizzi per far si che ti portino altri clienti?

Non importa se tu vendi motoseghe, fai il pizzaiolo, tagli i capelli o fai la pedicure. Devi trovare un modo. Se non ci riesci contattaci.

4-FLESSIBILITÀ

Il mondo è in rapida evoluzione, non puoi permetterti di usare un sistema vecchio. Usa strumenti, metodi e sistemi adeguati al cliente. Non puoi pensare di interagire con un ventenne di oggi come interagivano con te quando avevi vent’anni.

Devi trovare un sistema innovativo per coinvolgere clienti nuovi e se serve modificare il tuo metodo di lavoro fallo. Pensa a quante cose si sono rinnovate in 10 anni, tu cosa hai cambiato? Cosa stanno facendo i tuoi concorrenti? Hanno successo? Non focalizzarti solo sul lavoro “tecnico”, alza la testa e utilizza tutti gli strumenti che puoi per attrarre a te utenti e poi trasformali in clienti.

5-COINVOLGI I TUOI COLLABORATORI

Come si diceva in precedenza, le persone hanno un forte bisogno di sentirsi parte di qualcosa. Anche un collaboratore è una persona e chi meglio di lui deve sentirsi parte del tuo marchio? Educali a interagire con i clienti con la stessa strategia che utilizzi per la tua comunicazione esterna (web o altri strumenti).

Se il tuo brand è sinonimo di serietà, qualità e professionalità come Montblanc, devi avvalerti di collaboratori con il tuo stile:

 

Al contrario se la tua azienda è frizzante e scatenata devi collaborare con persone con la stessa caratteristica. Vedi Hollister.

 

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6-FEDELTÀ

Se hai già dei clienti fidati, che vogliono bene a te e alla tua azienda, non ti puoi fermare li. Devi premiare la loro fedeltà. Queste persone hanno parlato bene di te ai loro amici e colleghi, coltiva questa fedeltà! Il tuo cliente non è sempre scontato.

Un grazie a volte può non bastare,  manda loro una lettera di ringraziamento, invia loro qualche gadget personalizzato. Pochi Euro ti faranno fare una bellissima figura; se ci pensi nella testa del tuo cliente passerà questo pensiero: la “tua ditta” si è ricordata di me.

Quando accadono degli incidenti di percorso cerca di prenderti le tue responsabilità. Ti ricordi il caso di Volkswagen, che ha fatto il giro del mondo per quanto riguarda le emissioni truccate? Un danno al brand che non si può nemmeno quantificare. Io non voglio commentare in merito alle sanzioni che hanno pagato agli enti preposti, voglio solo considerare in maniera positiva il loro comportamento nei confronti del cliente.

  • hanno richiamato a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno TUTTI i possessori di auto “non a norma”;
  • Hanno modificato il software di tali automobili e ripristinato i valori dei gas di scarico;
  • Si sono scusati con i clienti così:

Un grazie e una promessa.

Grazie per la fiducia che ha riposto in noi.

Non smetteremo mai di impegnarci per offrire le migliori tecnologie e la cura di ogni dettaglio.

Siamo determinati a costruire insieme un futuro sempre più Volkswagen, per il massimo della sua soddisfazione.

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Anche se per i più critici Volkswagen è categorizzata ancora come l’azienda che ha taroccato le emissioni, per i fedeli al marchio un gesto di questo tipo è servito a rafforzare il rapporto.

La fedeltà è una parte fondamentale di ogni rapporto professionale e personale ed è un ingrediente fondamentale di ogni brand strategy, soprattutto se stai orientando, come dovresti, la tua azienda alla vendita.

Se un potenziale cliente percepisce il legame che hai con i tuoi clienti, ha un motivo in più per fare affari con te.

7-COMPETIZIONE

La competizione con i tuoi concorrenti non è un fattore che devi considerare solamente per essere più figo di loro. Non puoi pensare di battere la concorrenza solamente con il prezzo più basso. Guarda come si muovono, guarda che recensioni ricevono sui social, guarda l’esperienza professionale dei componenti dello staff e usale come vantaggio competitivo.

Ti faccio un ultimo esempio:

nel mercato ci sono moltissime web agency e devo ammettere che ci sono delle aziende in questo settore composte da veri professionisti dotati di serietà e bravura. Il fatto è che queste persone coprono brillantemente ruoli come grafici, designer, esperti di informatica, ma non hanno la minima idea di cosa sia la vendita.

Quando fai un colloqui con queste figure ti prometteranno che sarai primo su Google e ci riusciranno, basta pagare…

Il problema è che non sapranno mai realmente come si vende. Il sito che ti creeranno sarà stupendo ma a cosa ti servirà? A farlo vedere ai tuoi amici o a vendere di più? Hai bisogno di visibilità o di fatturato?

Nel nostro team non rientreranno mai figure che non sono andate a vendere almeno per 10 anni.

Io sostengo la strategia di Leonida

Quando Leonida guida “i 300” verso la sanguinosa battaglia delle Termopili, ad un certo punto del percorso incontra Daxos, comandante di Arcadia. Guarda cosa si dicono nel video qui sotto:

Se entri in un’agenzia di web, e provi a fare la stessa domanda ti risponderanno, grafico signore, informatico signore, esperto di google signore.

Se la stessa domanda la fai a noi, la risposta sarà solo una: VENDERE, VENDERE, VENDERE!

Di questo hanno bisogno i nostri clienti, di esperti di vendita che mettano a loro disposizione le esperienze maturate sul campo. Essere primo su Google con un sito che non trasferisce la tua professionalità, non ti servirà ad un cazzo! L’utente come ci entra, ci esce dal tuo sito. Ne aprirà un altro e arrivederci.

A questo punto hai tre strade:

  1. Continui a fare come hai sempre fatto e quando non hai lavoro, ti lamenterai al bar che l’Italia sta andando a puttane con altri personaggi come te. D’altronde, Harley insegna che ci piace appartenere ad un gruppo.
  2. Potresti non essere pronto a decidere, di conseguenza hai bisogno di info in più. Richiedi di accedere a questo gruppo su Facebook, magari trovi altri suggerimenti.
  3.  Compili il modulo di contatto che trovi a fondo pagina e prendi in mano il timone della tua attività entrando nel web in modo professionale.

Qualunque sia la tua scelta,

non mollare mai…

Buon Branding!

 

Contattaci solo se vuoi avere risultati reali.

Quando pensi di aver raggiunto il successo… Crolli!

Questa frase ha un effetto devastante se ci pensi. Ma come? Proprio quando ho raggiunto il successo crollo?

Si! È un amara verità!

Se pensi a quanti dei “grandi” dopo aver raggiunto l’apice della fama, siano spariti dalla circolazione la cosa è spaventosa.

Ma perché succede questo? Sostanzialmente il motivo è semplice, quando raggiungi il successo molli la presa: questo succede nella vita privata e spesso succede anche nel business.

Ci sono aziende piene zeppe di lavoro, ordini che arrivano ininterrottamente, il telefono suona in continuazione, e la fila dei clienti fuori dalla porta. Ovviamente questo è considerato successo, ma quell’essere così affaccendato purtroppo porta il titolare dell’azienda a focalizzarsi solamente su mansioni tecniche, la parrucchiera taglierà capelli perché ha l’agenda piena, idem per il ristoratori, i meccanici e TUTTI gli altri settori.

Ovvio dirai tu, non posso mica trascurare il cliente!

Assolutamente no, il cliente non va MAI trascurato, specialmente se merita.

Sta di fatto però, che se ti focalizzi solamente sul mansioni tecniche, convinto che tanto tu sei pieno di fossa-newmax

lavoro e quindi gli affari ti andranno bene perchè hai trovato il metodo,   stai scavando la fossa dove sotterrare la tua impresa.

Ti racconto in maniera brevissima la storia della Tizio & Caio (nomi falsi-storia vera)

Tizio e Caio sono rispettivamente padre e figlio e lavorano nel settore dei cancelli e ringhiere in ferro battuto. L’azienda è fondata da Tizio, che agli anni d’oro si era fatto subito spazio nel settore, diventando un punto di riferimento. Negli anni successivi,  nell’azienda di famiglia entra a far parte anche Caio, il quale segue le orme del padre anche perché, se non le segue si sente dire come ogni volta “ho sempre fatto così e cosi si continua a fare”.

I due lavorano giorno e notte, sono bravissimi e creano degli accessori in ferro battuto che possiamo definire opere d’arte, grazie anche all’attrezzatura sempre all’avanguardia. Lavorano su commissione di diverse imprese edili e addetti ai lavori, e nel raggio di parecchi km dalla loro sede sono il leader di settore.

Piano piano gli impresari, vuoi perché costruivano meno, vuoi perché avevano trovato altri fornitori non mandano più ordini alla Tizio & Caio. La Tizio & Caio è costretta a chiudere e Caio che nel frattempo si era comprato una casa, è tornato a vivere con il padre poiché non riusciva più a pagare il mutuo.

Di storie come queste nel nostro territorio ce ne sono a migliaia e sai perché? Perché se sei bravo nel tuo lavoro, non vuol dire che tu sia bravo a fare impresa.

Dove hanno sbagliato quelli della Tizio & Caio?

  • La Tizio & Caio era in mano alle imprese edili, nessun privato la conosceva;
  • Tizio è stato uno stupido, siccome lui aveva sempre fatto cosi, cosi si sarebbe continuato a fare;
  • Caio è stato un emerito coglione: ha sempre dato retta al sistema obsoleto del padre e non è mai andato a caccia di clienti.

Cerca di uscire un’attimo dalla tua posizione e prova a fare un ragionamento:

Una volta per incontrarsi con gli amici si andava al bar e ora andiamo su Facebook;

Se qualcuno deve fare un’acquisto, prima guarda i prezzi su Amazon;

Se vuoi cercare lavoro vai su Linkedin o Infojobs;

Se vuoi info su un ristorante apri TripAdvisor;

Prenoti una camera su Booking.

Molto probabilmente se anche la Tizio&Caio si fosse posizionata sul web e avesse fatto marketing in maniera professionale, a quest’ora sarebbe ancora in vita. Questo vale per qualsiasi attività! Rendiamoci conto che le persone sono connesse a internet per circa 2000 minuti al mese in media.

Ora, se dovessi farti qualche domanda, quali sarebbero le tue risposte?

  • Che sistema hai di acquisizione clienti?
  • Le persone ti cercano su Google?
  • I potenziali clienti della tua azienda, sanno che esisti?
  • Lavori solo per conto terzi e/o per i clienti che già possiedi o cerchi di averne sempre di nuovi?
  • Quando i tuoi clienti invecchieranno, le generazioni che verranno dopo come ti percepiranno?
  • Sei rispettato come professionista ho sei trattato come una pezza da piedi che deve fare subito, bene e non devi costare un cazzo?

Se ti ho rovinato la giornata sono arrivato dove volevo… E cioè a farti riflettere su quello che stai facendo. Se la tua azienda sta andando sotto terra, la responsabilità e tua, lo sai vero?

Se hai voglia di ricevere altri suggerimenti, puoi compilare il modulo che trovi in fondo alla pagina, sapremo come indirizzarti verso la strada giusta.

Non mollare mai…

Buon Branding!

Contattaci per avere delle info che nessuno ti darà mai!

 

 

 

 

ALLORA DEVI LEGGERE QUESTO ARTICOLO


Molte persone mi chiedono se le strategie utilizzate nei nostri siti web si possano applicare anche su piccole attività, es. negozi di abbigliamento, parrucchiere ed elettricisti.

La risposta è sempre quella: SI! E la cosa più interessante per chi mette la testa su queste tecniche, è che il 90% delle piccole imprese non tengono in considerazione questa cosa e presto saranno spazzate via da chi, nel web si vuole invece posizionare in maniera professionale.

Nel web c’è spazio anche per il titolare del classico negozietto di paese o per la piccola impresa famigliare. Molti di questi però consegnano il loro futuro alla sorte e le strategie che utilizzano principalmente sono le seguenti:

  • Se faccio un prezzo migliore del mio ex capo e dei miei concorrenti gli fotto tutti i clienti;
  • Se offro più servizi nel mio centro/studio/negozio, attirerò più clienti;
  • Se trovo prodotti che costano poco le persone verranno da me;
  • Io venderò anche…;
  • Farò lavori di…;
  • Farò impianti di…;
  • Farò, farò, farò…

Ora ti dico un’amara verità:

Fare i prezzo migliore e diversificare l’offerta verso il cliente non ti servirà a sfondare nel tuo settore. Ti porterà solo a spendere una marea di soldi in strumentazione che non pagherai mai!

FERMO! Non ti sto dicendo che se sei bravo nel tuo lavoro non avrai successo.

Ti sto dicendo che se vuoi tenere aperta la tua impresa devi dimenticarti dei bei tempi passati dove eri un dipendente che operava solo come -tuo mestiere-, quello lo potrai continuare a fare, ma per il 50% della tua giornata lavorativa devi diventare un imprenditore esperto di marketing e di vendita dei tuoi servizi. Se metti li 40/50 mila euro in attrezzatura/corsi/negozio/ristorante e stai fermo ad aspettare che qualcuno inciampi davanti al tuo cancello, stai fresco.

Un grande limite mentale che hanno gli artigiani, le estetiste, i parrucchieri, i terapisti, i professionisti in genere e titolari di piccole imprese, è quello di non riconoscersi come responsabili di portare clienti verso la propria azienda e soprattutto di vendere qualcosa a quei clienti e spronarli a tornare il più possibile. Devo essere più chiaro?

Se sei un pasticcere e apri una tua pasticceria, non sei più un pasticcere, sei un imprenditore!  Mettiamocelo in testa…

Se tu fai parte di questa categoria di imprenditori che si spacca la schiena 7 su 7 e che spesso, dopo aver pagato le spese si trova a guadagnare meno dei suoi collaboratori, hai bisogno di qualcosa di diverso che ti faccia suonare il telefono o che ti porti dei potenziali clienti nella tua sede.

“Per evitare che continui a leggere queste righe con l’atteggiamento sbagliato, vorrei mettere in chiaro subito una cosa: tutte le imprese che generano un prodotto o un servizio devono venderlo”. Te lo ridico: VENDERE!

Sei un estetista? VENDI!

Sei un dentista? VENDI!

Sei un architetto? VENDI.

Tutti dobbiamo vendere, non ci sono storie, il problema è che nella maggior parte dei casi, il cliente compra quando ha bisogno. E cos’è la prima azione che si fa quando dobbiamo cercare qualcosa? Tiriamo fuori il cellulare dalla tasca e andiamo su Google.

Cominciamo a farci qualche domanda:

  • Che strumenti utilizzi per attirare nuovi clienti?
  • La tua azienda dove è posizionata su Google? Se non appari amico mio sei messo un po male.
  • Ammesso e concesso che tu ci sia, cosa trova l’utente che cerca? Il tuo indirizzo su Pagine Gialle forse?
  • Mettiamo il caso che tu sei bravo e hai un sito: sei tra quelli che si è dimenticato di averlo e vive con la convinzione che internet non serve a un cazzo ma l’importante è il passaparola? Se sei tra questi sei messo peggio di quello sopra… Almeno lui non ha speso soldi!
  • Quando è stata l’ultima volta che hai aggiornato il tuo sito? Se hai ancora delle pagine “in costruzione” non stai facendo bella figura.
  • Il tuo sito, è ottimizzato per dispositivi mobili? Uno studio fatto da Google dice che il 79% delle ricerche vengono eseguite da dispositivo mobile. Prova a vedere se il tuo sito è ottimizzato a questo link;

Se queste domande (ne ho altre mille se vuoi), ti stanno disturbando, significa che sei tra i titolari di una piccola attività al dettaglio e si sente un “tecnico”, uno che “lavora con le mani” e non con la testa, quindi occuparsi di quella cosa brutta chiamata vendita pensa non sia compito suo.

Se la gente non entra più nel tuo negozio, fai prima a dire (con i tuoi 4 amici al bar) che è colpa della crisi e che la gente non ha più soldi,  piuttosto di prenderti le tue responsabilità.

Sì, lo so anche io che il momento storico non è dei migliori! So anche però che il denaro non è sparito dal mondo.

Sta semplicemente passando di mano e tu a livello di economia individuale, se vuoi trovarlo devi diventare un esperto di marketing e vendita. Punto!

Se hai un autofficina e ti categorizzi come l’artigiano con le mani d’oro che è bravissimo a fare riparazioni, da un po’ di tempo a questa parte sei fottuto.

Devi considerarti invece come un esperto di vendita e preoccuparti di creare un sistema che porti gente nella tua officina.

Quando hai fatto questo, di meccanici  che puoi assumere per fare il lavoro tecnico al posto tuo ce ne sono a migliaia anche se abiti in culo al mondo, e mentre loro fanno i tecnici tu ti dedichi a creare le strategie che fanno crescere la tua attività.

Vale la stessa cosa se fai il geometra o l’architetto e sei quello che fa i disegni, se fai il vignaiolo e sei quello vendemmia o se hai qualunque tipo di attività dove sei sia il titolare che il braccio.

Ogni minuto che passi nel lavoro “tecnico” dentro la tua attività, la stai in realtà uccidendo, perché non stai facendo sul serio l’imprenditore, cioè colui che si occupa delle strategie per:

  • portare clienti in azienda;
  • vendere;
  • farli tornare.

Più passi il tempo a fare quello che sai fare meglio nella tua attività, cioè i compiti tecnici, più stai trascinando il tuo business verso il fallimento. Non sei un tecnico, sei un imprenditore!

Ma io metto già i volantini nei bar…

Ora mi suicido!

Ma scusa,  sti cazzo di volantini a cosa servono? Cioè, almeno nel volantino ci metti una promozione che ti venga consegnata nel momento in cui il cliente viene da te? No vero? Bravo…

Se pensi che quello che ti dico siano cazzate, a questo punto dell’articolo puoi abbandonare la lettura e continuare a lavorare come hai sempre fatto. Se invece vuoi qualche consiglio è meglio che prendi carta e penna e cominci a segnare.

  • Prendi la banca dati dei tuoi clienti. Hai presente la lista dei clienti? Bravo, proprio quella. Se ancora non ce l’hai è giunta l’ora che te ne crei una. Chiedi ai tuoi clienti l’indirizzo mail. Se non sarai tu a farlo, incentiva i tuoi collaboratori a farlo. Per “incentiva” intendo spingi, imponi, chiamala come ti pare ma porta a casa la mail.
  • Inserisci gli indirizzi nel sistema di newsletter. Attenzione: non mandare mail a cazzo è illegale. L’utente deve essere inserito in un gestionale dal quale si può cancellare quando vuole. Se non ne hai uno, contattaci.
  • Diventa il quotidiano locale. Le persone vogliono sempre dire la loro: Se si parla di calcio sono tutti allenatori; se si parla di politica, sono tutti ministri; se si parla di case, sono tutti agenti immobiliari; se si parla di rughe, sono tutte estetiste; se si parla….

lo avrai notato anche tu questo no? Bene, sfrutta questa massa di “pettegoli” come portavoce della tua attività. Crea dei post sul tuo sito dove argomenti determinate tecniche collegate alla tua professione in maniera chiara e alla portata di tutti. Troverai sempre quello che lo vorrà condividere sui social e ti rende visibile ai suoi contatti.

  • Crea un offerta misurabile: crea un offerta nel tuo sito dove se lascio la mia mail ricevo un buono promozionale da consumare entro il –/–/2016. In questa maniera hai la possibilità di avere il contatto e l’indirizzo mail di persone che ancora non sono tuoi clienti e inoltre grazie agli strumenti di Google vedrai chi e quanti l’hanno visualizzata.
  • Raccogli testimonianze: quando un cliente è soddisfatto è molto lieto di condividere l’esperienza vissuta all’interno della tua azienda. Vedi  qui sotto l’esempio di Daniele, socio di Officinescav.com:

siti-web-per-piccole-medie-imprese-e-professionisti

 

Segui questi semplici 5 passi per cominciare a muoverti in maniera professionale nel marketing anche se hai una piccola impresa.

Vuoi saperne di più? Clicca sul pulsante qui sotto.

Non mollare mai…

Buon Branding!

In questo articolo ho deciso di svelarti i segreti per aumentare al massimo la tua visibilità e di conseguenza farti acquisire più clienti.

Ci sei? Partiamo!


10+1 cose che non puoi fare a meno di fare per battere la concorrenza:

1)      Compra più spazi pubblicitari che puoi nelle vie del tuo paese: cartelli a bordo strada e/o rotatorie non fa differenza. Le persone che sono in viaggio, devono assolutamente vedere il tuo marchio. Cosi facendo riempirai anche il tuo EGO e ti sentirai il padrone del mondo. I tuoi concorrenti moriranno d’invidia perché tu sei presente in Via della Ricchezza e loro no!

2)      Compra più spazi pubblicitari che puoi sul culo degli autobus! Vuoi mettere quanto è figo essere di fronte al parabrezza di una mamma incazzata perché deve portare i figli a scuola ed è in ritardo? In più se la signora incazzata è la moglie di “Gino” il tuo concorrente, la goduria è assicurata!

3)      Fai pubblicità nelle tovagliette che ci sono nelle birrerie e trattorie, quelle dove ci sei tu e altre 20 aziende! Hai presente quella tovaglietta che non si caga nessuno o pochi, perché magari si chiacchiera tra amici o maleducatamente si guarda il telefono? Proprio quella. Se fai pubblicità su queste tovagliette, hai anche il vantaggio che le persone appoggino la salvietta piena di bava o ketchup proprio sopra il tuo marchio!

4)      Affitta la vela col carrellino o furgone: hai presente quei carrelli pubblicitari 6×3 metri che sono parcheggiati nei campi a bordo strada? Ecco, anche questa può essere un idea! La peculiarità di questo servizio è che questi carrellini vengono parcheggiati dove si può e non dove vuoi tu. Figo no?

5)      Non puoi mancare nei giornalini di annunci che sono distribuiti nei bar! Anche questa è una bella storia. Pubblicizza il tuo prodotto o servizio su un periodico che non centra un cazzo con te e la tua impresa… I clienti correranno al tuo campanello.

6)      I bar sono un polo d’attrazione: perché non stampare 5000 volantini da lasciare in questi luoghi? Così tanto per rompere le scatole al povero gestore, che deve raccoglierli quando cadono o buttarli via quando da bianchi saranno diventati gialli.

7)      Visto che siamo in argomento volantini, un’altra gran storia è quella di infilarne altri 5000 nei tergicristalli delle auto. Così facendo, vista la percentuale di inciviltà che c’è in giro, contribuirai ad un paese meno pulito.

8)      Mi raccomando, non dimenticare di stampare anche 5000 volantini da inserire nelle cassette della posta. Questo migliora l’estetica nei condomini: è bello vedere una bella omogeneità di colore.

9)      Il banchetto al centro commerciale: se sei bravo metti il tuo bel banchetto al centro commerciale, dove ovviamente non possono mancare altri 5000 volantini nuovi di zecca. A distribuirli però, devi assicurarti che ci sia una “Task Force” di professionisti rompi palle. Questi dovranno assolutamente lasciare il volantino a tutti! Non importa se a quei poveracci non frega nulla o sono pieni di borse della spesa con i bambini che scappano, tutti devono avere il volantino. Questa è la missione! Tolleranza zero.

10)      Ultimo ma non per importanza; fai fare dei passaggi pubblicitari su radio e TV locali. Hai presente “Radio Tuo Paese” FM? Si quella radio che non ascolti nemmeno tu. Fallo, perché questa mossa ti potrà far fare scacco matto!

Ora con questi 10 segreti sei pronto, e il risultato è assicurato: quello della fattura dei fornitori intendo 5/6/7000€. Un po’ meno assicurato però, sarà il risultato che otterrai tu! Anzi, possiamo proprio dire che non hai nessun metro di misura per capire quanto le tue strategie di marketing abbiano portato risultato. Forse non si pagheranno neanche mai.

Fortunatamente però, esistono degli strumenti potenti per essere visibile e con un controllo quotidiano del risultato. Sai quale? Entra nel web con una strategia vincente! Metti online la tua impresa con un sito internet che spiegherà realmente chi sei e cosa hai da offrire! Cosa vuoi comunicare con un cartello? La tua professionalità, è spiegata su un volantino? Entra nel web supportato da PROFESSIONISTI DELLA VENDITA VERI! Persone con le quali quotidianamente puoi perfezionare la tua strategia d’attacco.

Sono consapevole che questo articolo farà incazzare tutti i fornitori di servizi che ho citato sopra. Ma questo pensiero è il risultato di esperienze vissute in decenni di attività.

  • Come puoi capire quante persone passano davanti al tuo cartello in un ora? Stai li a contare le macchine?
  • E mettiamo caso che hai talmente tanto tempo libero da contare le macchine che passano davanti al tuo cartello, sapresti dirmi quante lo hanno notato?
  • E va bene, sei bravo: diciamo che usi la “potenza della mente” e sai anche quante persone sono riuscite a leggerlo. Sai dirmi però quanti di questi, sono diventati tuoi clienti perché hanno aderito all’offerta che pubblicavi?

A queste tre domande, scommetto quello che vuoi che non mi saprai mai dare risposta sicura. Una cosa sicura invece, è che se farai quello che ti dico,  e ti metterai a fare attività di marketing a livello professionale e non improvvisato (tipo proviamo a stampare 3 volantini), i risultati che otterrai oltre che a far esplodere le tue vendite, faranno incazzare “Gino” e sicuramente anche sua moglie.

Non mollare mai…

Buon Branding!