Per definire una strategia di marca o “brand strategy”, parliamo del percorso che sviluppa il successo del tuo marchio e nel caso tu sia un professionista, del tuo nome. Drasticamente, ti dico che è un percorso a lungo termine, nessun brand di fama è diventato tale in un mese.

Chiariamo subito una cosa: il tuo brand non è il tuo prodotto, non è il tuo logo, non è il tuo sito web. Il brand è qualcosa che non si vede, nasce nella mente del consumatore in modo emozionale.

Detto questo, per dare poco spazio ai marketer che parlano di numeri senza senso e che sono convinti che certi fenomeni avvengano grazie alla creatività, io ti dico che per sviluppare un brand ci vuole scienza, l’arte è un altro mestiere.

1-SCOPO

Ogni brand fa una promessa. Però in un mercato dove la domanda è la fiducia sono basse, mentre l’offerta è alta, non basta fare una promessa a differenziare un’azienda da un’altra. La differenza la fai se hai uno scopo che definisce qualcosa, devi prenderti la responsabilità di soddisfare il tuo interlocutore mantenendo quello che hai promesso.

Ti sembra poco?

Quando hai compreso il posizionamento del tuo marchio, avrai capito a cosa servi al mondo e di conseguenza quando ti alzerai al mattino per andare al lavoro, avrai uno scopo specifico che ti differenzierà dai tuoi concorrenti.

Come si possono definire gli scopi commerciali delle PMI? In due modi:

  • FUNZIONALE: In questo caso, apro l’azienda o porto avanti quella del papi e lo scopo della fabbrichetta è quella di fare soldi. Qui non diventi un brand, sei qualcuno facilmente sostituibile con qualche euro in meno.
  • INTENZIONALE: Creo un business differenziante, mi focalizzo su una nicchia del mio settore, faccio del bene ai miei clienti, faccio soldi. Qui ci sono i presupposti per diventare un brand.

Molte  delle grandi aziende, nonostante facciano denaro a palate, non perdono mai di vista lo scopo. Ci sono molti marchi che sottolineano la loro visione, per esempio IKEA:

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La visione di IKEA non è solamente vendere mobili, ma “creare una vita quotidiana migliore per la maggioranza delle persone”. Questa cosa è percepita dal cliente.

Se vuoi definire il tuo scopo, tieni sempre a mente questo esempio. Fare soldi è una priorità, ma se operi solo con questa idea in testa, stai facendo ben poco per creare il tuo brand.

2-COERENZA

Una delle cose più allucinanti che trovo in rete, è quando le aziende condividono sui social foto o argomenti che non centrano niente con la propria entità. Ogni volta che aggiungi una con il profilo aziendale sui social fatti questa domanda: “cosa centra questo con la mia impresa?” Stai allineato con il messaggio che vuoi dare, non andare a caccia di like con altre cazzate. Le cazzate confondono l’utente sulla tua serietà. Le cazzate falle fare ai ragazzini, non puoi pubblicare un video sul Milan con il profilo della tua azienda.

Se vuoi che il tuo marchio si posizioni con coerenza, devi analizzare tutte le azioni che fai, specialmente nel web.

Vediamo un bel esempio di coerenza dando un’occhiata a ROLEX:

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Per evitare che i tuoi visitatori facciano fatica a dare un senso alla tua azienda, considera i vantaggi di dare una linea a tutta la tua visibilità. Investendo del tempo a definire come muoverti, così facendo il tuo marchio godrà di beneficio nel lungo termine.

3-EMOZIONE

I clienti non sono sempre razionali.

Non c’è altro modo di spiegare il perchè una persona paga molti soldi in più per comprare un Harley Davidson, piuttosto che un’altra moto più economica ma allo stesso tempo ben fatta. Dentro la testa di questa persona c’è una voce che ininterrottamente sussurra: “Compra un Harley, compra un Harley…”

Il motivo? Harley Davidson utilizza il branding emozionale attraverso la creazione di una comunità intorno al marchio. Hanno iniziato i fondatori con HOG  “Harley Owners Goup” (Gruppo Proprietari di Harley) per tenere stretti i clienti al loro marchio, fornendo a quest’ultimi la sensazione di sentirsi parte di un grande gruppo.

Riflettici un secondo, se pensi ad una moto che ti dia la sensazione di viaggio in libertà, ti viene in mente una Harley Davidson, e quando vedi passare un gruppo di moto custom, pensi che in giro ci sia un raduno di Harley.

Perchè accade questo? Perchè le persone hanno un forte bisogno psicologico di appartenere a qualcosa e di essere connessi ad altri che hanno lo stesso desiderio. Questa teoria la trovi ben spiegata nella Piramide dei Bisogni di Moslow.

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Che spunti puoi prendere da Harley Davidson? Trova un modo per connetterti ai tuoi clienti a livello emotivo. Cosa fai per dare loro sicurezza? Cosa fai per farli sentire parte di un gruppo? In che modo li fidelizzi per far si che ti portino altri clienti?

Non importa se tu vendi motoseghe, fai il pizzaiolo, tagli i capelli o fai la pedicure. Devi trovare un modo. Se non ci riesci contattaci.

4-FLESSIBILITÀ

Il mondo è in rapida evoluzione, non puoi permetterti di usare un sistema vecchio. Usa strumenti, metodi e sistemi adeguati al cliente. Non puoi pensare di interagire con un ventenne di oggi come interagivano con te quando avevi vent’anni.

Devi trovare un sistema innovativo per coinvolgere clienti nuovi e se serve modificare il tuo metodo di lavoro fallo. Pensa a quante cose si sono rinnovate in 10 anni, tu cosa hai cambiato? Cosa stanno facendo i tuoi concorrenti? Hanno successo? Non focalizzarti solo sul lavoro “tecnico”, alza la testa e utilizza tutti gli strumenti che puoi per attrarre a te utenti e poi trasformali in clienti.

5-COINVOLGI I TUOI COLLABORATORI

Come si diceva in precedenza, le persone hanno un forte bisogno di sentirsi parte di qualcosa. Anche un collaboratore è una persona e chi meglio di lui deve sentirsi parte del tuo marchio? Educali a interagire con i clienti con la stessa strategia che utilizzi per la tua comunicazione esterna (web o altri strumenti).

Se il tuo brand è sinonimo di serietà, qualità e professionalità come Montblanc, devi avvalerti di collaboratori con il tuo stile:

 

Al contrario se la tua azienda è frizzante e scatenata devi collaborare con persone con la stessa caratteristica. Vedi Hollister.

 

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6-FEDELTÀ

Se hai già dei clienti fidati, che vogliono bene a te e alla tua azienda, non ti puoi fermare li. Devi premiare la loro fedeltà. Queste persone hanno parlato bene di te ai loro amici e colleghi, coltiva questa fedeltà! Il tuo cliente non è sempre scontato.

Un grazie a volte può non bastare,  manda loro una lettera di ringraziamento, invia loro qualche gadget personalizzato. Pochi Euro ti faranno fare una bellissima figura; se ci pensi nella testa del tuo cliente passerà questo pensiero: la “tua ditta” si è ricordata di me.

Quando accadono degli incidenti di percorso cerca di prenderti le tue responsabilità. Ti ricordi il caso di Volkswagen, che ha fatto il giro del mondo per quanto riguarda le emissioni truccate? Un danno al brand che non si può nemmeno quantificare. Io non voglio commentare in merito alle sanzioni che hanno pagato agli enti preposti, voglio solo considerare in maniera positiva il loro comportamento nei confronti del cliente.

  • hanno richiamato a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno TUTTI i possessori di auto “non a norma”;
  • Hanno modificato il software di tali automobili e ripristinato i valori dei gas di scarico;
  • Si sono scusati con i clienti così:

Un grazie e una promessa.

Grazie per la fiducia che ha riposto in noi.

Non smetteremo mai di impegnarci per offrire le migliori tecnologie e la cura di ogni dettaglio.

Siamo determinati a costruire insieme un futuro sempre più Volkswagen, per il massimo della sua soddisfazione.

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Anche se per i più critici Volkswagen è categorizzata ancora come l’azienda che ha taroccato le emissioni, per i fedeli al marchio un gesto di questo tipo è servito a rafforzare il rapporto.

La fedeltà è una parte fondamentale di ogni rapporto professionale e personale ed è un ingrediente fondamentale di ogni brand strategy, soprattutto se stai orientando, come dovresti, la tua azienda alla vendita.

Se un potenziale cliente percepisce il legame che hai con i tuoi clienti, ha un motivo in più per fare affari con te.

7-COMPETIZIONE

La competizione con i tuoi concorrenti non è un fattore che devi considerare solamente per essere più figo di loro. Non puoi pensare di battere la concorrenza solamente con il prezzo più basso. Guarda come si muovono, guarda che recensioni ricevono sui social, guarda l’esperienza professionale dei componenti dello staff e usale come vantaggio competitivo.

Ti faccio un ultimo esempio:

nel mercato ci sono moltissime web agency e devo ammettere che ci sono delle aziende in questo settore composte da veri professionisti dotati di serietà e bravura. Il fatto è che queste persone coprono brillantemente ruoli come grafici, designer, esperti di informatica, ma non hanno la minima idea di cosa sia la vendita.

Quando fai un colloqui con queste figure ti prometteranno che sarai primo su Google e ci riusciranno, basta pagare…

Il problema è che non sapranno mai realmente come si vende. Il sito che ti creeranno sarà stupendo ma a cosa ti servirà? A farlo vedere ai tuoi amici o a vendere di più? Hai bisogno di visibilità o di fatturato?

Nel nostro team non rientreranno mai figure che non sono andate a vendere almeno per 10 anni.

Io sostengo la strategia di Leonida

Quando Leonida guida “i 300” verso la sanguinosa battaglia delle Termopili, ad un certo punto del percorso incontra Daxos, comandante di Arcadia. Guarda cosa si dicono nel video qui sotto:

Se entri in un’agenzia di web, e provi a fare la stessa domanda ti risponderanno, grafico signore, informatico signore, esperto di google signore.

Se la stessa domanda la fai a noi, la risposta sarà solo una: VENDERE, VENDERE, VENDERE!

Di questo hanno bisogno i nostri clienti, di esperti di vendita che mettano a loro disposizione le esperienze maturate sul campo. Essere primo su Google con un sito che non trasferisce la tua professionalità, non ti servirà ad un cazzo! L’utente come ci entra, ci esce dal tuo sito. Ne aprirà un altro e arrivederci.

A questo punto hai tre strade:

  1. Continui a fare come hai sempre fatto e quando non hai lavoro, ti lamenterai al bar che l’Italia sta andando a puttane con altri personaggi come te. D’altronde, Harley insegna che ci piace appartenere ad un gruppo.
  2. Potresti non essere pronto a decidere, di conseguenza hai bisogno di info in più. Richiedi di accedere a questo gruppo su Facebook, magari trovi altri suggerimenti.
  3.  Compili il modulo di contatto che trovi a fondo pagina e prendi in mano il timone della tua attività entrando nel web in modo professionale.

Qualunque sia la tua scelta,

non mollare mai…

Buon Branding!

 

Contattaci solo se vuoi avere risultati reali.

Quando pensi di aver raggiunto il successo… Crolli!

Questa frase ha un effetto devastante se ci pensi. Ma come? Proprio quando ho raggiunto il successo crollo?

Si! È un amara verità!

Se pensi a quanti dei “grandi” dopo aver raggiunto l’apice della fama, siano spariti dalla circolazione la cosa è spaventosa.

Ma perché succede questo? Sostanzialmente il motivo è semplice, quando raggiungi il successo molli la presa: questo succede nella vita privata e spesso succede anche nel business.

Ci sono aziende piene zeppe di lavoro, ordini che arrivano ininterrottamente, il telefono suona in continuazione, e la fila dei clienti fuori dalla porta. Ovviamente questo è considerato successo, ma quell’essere così affaccendato purtroppo porta il titolare dell’azienda a focalizzarsi solamente su mansioni tecniche, la parrucchiera taglierà capelli perché ha l’agenda piena, idem per il ristoratori, i meccanici e TUTTI gli altri settori.

Ovvio dirai tu, non posso mica trascurare il cliente!

Assolutamente no, il cliente non va MAI trascurato, specialmente se merita.

Sta di fatto però, che se ti focalizzi solamente sul mansioni tecniche, convinto che tanto tu sei pieno di fossa-newmax

lavoro e quindi gli affari ti andranno bene perchè hai trovato il metodo,   stai scavando la fossa dove sotterrare la tua impresa.

Ti racconto in maniera brevissima la storia della Tizio & Caio (nomi falsi-storia vera)

Tizio e Caio sono rispettivamente padre e figlio e lavorano nel settore dei cancelli e ringhiere in ferro battuto. L’azienda è fondata da Tizio, che agli anni d’oro si era fatto subito spazio nel settore, diventando un punto di riferimento. Negli anni successivi,  nell’azienda di famiglia entra a far parte anche Caio, il quale segue le orme del padre anche perché, se non le segue si sente dire come ogni volta “ho sempre fatto così e cosi si continua a fare”.

I due lavorano giorno e notte, sono bravissimi e creano degli accessori in ferro battuto che possiamo definire opere d’arte, grazie anche all’attrezzatura sempre all’avanguardia. Lavorano su commissione di diverse imprese edili e addetti ai lavori, e nel raggio di parecchi km dalla loro sede sono il leader di settore.

Piano piano gli impresari, vuoi perché costruivano meno, vuoi perché avevano trovato altri fornitori non mandano più ordini alla Tizio & Caio. La Tizio & Caio è costretta a chiudere e Caio che nel frattempo si era comprato una casa, è tornato a vivere con il padre poiché non riusciva più a pagare il mutuo.

Di storie come queste nel nostro territorio ce ne sono a migliaia e sai perché? Perché se sei bravo nel tuo lavoro, non vuol dire che tu sia bravo a fare impresa.

Dove hanno sbagliato quelli della Tizio & Caio?

  • La Tizio & Caio era in mano alle imprese edili, nessun privato la conosceva;
  • Tizio è stato uno stupido, siccome lui aveva sempre fatto cosi, cosi si sarebbe continuato a fare;
  • Caio è stato un emerito coglione: ha sempre dato retta al sistema obsoleto del padre e non è mai andato a caccia di clienti.

Cerca di uscire un’attimo dalla tua posizione e prova a fare un ragionamento:

Una volta per incontrarsi con gli amici si andava al bar e ora andiamo su Facebook;

Se qualcuno deve fare un’acquisto, prima guarda i prezzi su Amazon;

Se vuoi cercare lavoro vai su Linkedin o Infojobs;

Se vuoi info su un ristorante apri TripAdvisor;

Prenoti una camera su Booking.

Molto probabilmente se anche la Tizio&Caio si fosse posizionata sul web e avesse fatto marketing in maniera professionale, a quest’ora sarebbe ancora in vita. Questo vale per qualsiasi attività! Rendiamoci conto che le persone sono connesse a internet per circa 2000 minuti al mese in media.

Ora, se dovessi farti qualche domanda, quali sarebbero le tue risposte?

  • Che sistema hai di acquisizione clienti?
  • Le persone ti cercano su Google?
  • I potenziali clienti della tua azienda, sanno che esisti?
  • Lavori solo per conto terzi e/o per i clienti che già possiedi o cerchi di averne sempre di nuovi?
  • Quando i tuoi clienti invecchieranno, le generazioni che verranno dopo come ti percepiranno?
  • Sei rispettato come professionista ho sei trattato come una pezza da piedi che deve fare subito, bene e non devi costare un cazzo?

Se ti ho rovinato la giornata sono arrivato dove volevo… E cioè a farti riflettere su quello che stai facendo. Se la tua azienda sta andando sotto terra, la responsabilità e tua, lo sai vero?

Se hai voglia di ricevere altri suggerimenti, puoi compilare il modulo che trovi in fondo alla pagina, sapremo come indirizzarti verso la strada giusta.

Non mollare mai…

Buon Branding!

Contattaci per avere delle info che nessuno ti darà mai!

 

 

 

 

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Molte persone mi chiedono se le strategie utilizzate nei nostri siti web si possano applicare anche su piccole attività, es. negozi di abbigliamento, parrucchiere ed elettricisti.

La risposta è sempre quella: SI! E la cosa più interessante per chi mette la testa su queste tecniche, è che il 90% delle piccole imprese non tengono in considerazione questa cosa e presto saranno spazzate via da chi, nel web si vuole invece posizionare in maniera professionale.

Nel web c’è spazio anche per il titolare del classico negozietto di paese o per la piccola impresa famigliare. Molti di questi però consegnano il loro futuro alla sorte e le strategie che utilizzano principalmente sono le seguenti:

  • Se faccio un prezzo migliore del mio ex capo e dei miei concorrenti gli fotto tutti i clienti;
  • Se offro più servizi nel mio centro/studio/negozio, attirerò più clienti;
  • Se trovo prodotti che costano poco le persone verranno da me;
  • Io venderò anche…;
  • Farò lavori di…;
  • Farò impianti di…;
  • Farò, farò, farò…

Ora ti dico un’amara verità:

Fare i prezzo migliore e diversificare l’offerta verso il cliente non ti servirà a sfondare nel tuo settore. Ti porterà solo a spendere una marea di soldi in strumentazione che non pagherai mai!

FERMO! Non ti sto dicendo che se sei bravo nel tuo lavoro non avrai successo.

Ti sto dicendo che se vuoi tenere aperta la tua impresa devi dimenticarti dei bei tempi passati dove eri un dipendente che operava solo come -tuo mestiere-, quello lo potrai continuare a fare, ma per il 50% della tua giornata lavorativa devi diventare un imprenditore esperto di marketing e di vendita dei tuoi servizi. Se metti li 40/50 mila euro in attrezzatura/corsi/negozio/ristorante e stai fermo ad aspettare che qualcuno inciampi davanti al tuo cancello, stai fresco.

Un grande limite mentale che hanno gli artigiani, le estetiste, i parrucchieri, i terapisti, i professionisti in genere e titolari di piccole imprese, è quello di non riconoscersi come responsabili di portare clienti verso la propria azienda e soprattutto di vendere qualcosa a quei clienti e spronarli a tornare il più possibile. Devo essere più chiaro?

Se sei un pasticcere e apri una tua pasticceria, non sei più un pasticcere, sei un imprenditore!  Mettiamocelo in testa…

Se tu fai parte di questa categoria di imprenditori che si spacca la schiena 7 su 7 e che spesso, dopo aver pagato le spese si trova a guadagnare meno dei suoi collaboratori, hai bisogno di qualcosa di diverso che ti faccia suonare il telefono o che ti porti dei potenziali clienti nella tua sede.

“Per evitare che continui a leggere queste righe con l’atteggiamento sbagliato, vorrei mettere in chiaro subito una cosa: tutte le imprese che generano un prodotto o un servizio devono venderlo”. Te lo ridico: VENDERE!

Sei un estetista? VENDI!

Sei un dentista? VENDI!

Sei un architetto? VENDI.

Tutti dobbiamo vendere, non ci sono storie, il problema è che nella maggior parte dei casi, il cliente compra quando ha bisogno. E cos’è la prima azione che si fa quando dobbiamo cercare qualcosa? Tiriamo fuori il cellulare dalla tasca e andiamo su Google.

Cominciamo a farci qualche domanda:

  • Che strumenti utilizzi per attirare nuovi clienti?
  • La tua azienda dove è posizionata su Google? Se non appari amico mio sei messo un po male.
  • Ammesso e concesso che tu ci sia, cosa trova l’utente che cerca? Il tuo indirizzo su Pagine Gialle forse?
  • Mettiamo il caso che tu sei bravo e hai un sito: sei tra quelli che si è dimenticato di averlo e vive con la convinzione che internet non serve a un cazzo ma l’importante è il passaparola? Se sei tra questi sei messo peggio di quello sopra… Almeno lui non ha speso soldi!
  • Quando è stata l’ultima volta che hai aggiornato il tuo sito? Se hai ancora delle pagine “in costruzione” non stai facendo bella figura.
  • Il tuo sito, è ottimizzato per dispositivi mobili? Uno studio fatto da Google dice che il 79% delle ricerche vengono eseguite da dispositivo mobile. Prova a vedere se il tuo sito è ottimizzato a questo link;

Se queste domande (ne ho altre mille se vuoi), ti stanno disturbando, significa che sei tra i titolari di una piccola attività al dettaglio e si sente un “tecnico”, uno che “lavora con le mani” e non con la testa, quindi occuparsi di quella cosa brutta chiamata vendita pensa non sia compito suo.

Se la gente non entra più nel tuo negozio, fai prima a dire (con i tuoi 4 amici al bar) che è colpa della crisi e che la gente non ha più soldi,  piuttosto di prenderti le tue responsabilità.

Sì, lo so anche io che il momento storico non è dei migliori! So anche però che il denaro non è sparito dal mondo.

Sta semplicemente passando di mano e tu a livello di economia individuale, se vuoi trovarlo devi diventare un esperto di marketing e vendita. Punto!

Se hai un autofficina e ti categorizzi come l’artigiano con le mani d’oro che è bravissimo a fare riparazioni, da un po’ di tempo a questa parte sei fottuto.

Devi considerarti invece come un esperto di vendita e preoccuparti di creare un sistema che porti gente nella tua officina.

Quando hai fatto questo, di meccanici  che puoi assumere per fare il lavoro tecnico al posto tuo ce ne sono a migliaia anche se abiti in culo al mondo, e mentre loro fanno i tecnici tu ti dedichi a creare le strategie che fanno crescere la tua attività.

Vale la stessa cosa se fai il geometra o l’architetto e sei quello che fa i disegni, se fai il vignaiolo e sei quello vendemmia o se hai qualunque tipo di attività dove sei sia il titolare che il braccio.

Ogni minuto che passi nel lavoro “tecnico” dentro la tua attività, la stai in realtà uccidendo, perché non stai facendo sul serio l’imprenditore, cioè colui che si occupa delle strategie per:

  • portare clienti in azienda;
  • vendere;
  • farli tornare.

Più passi il tempo a fare quello che sai fare meglio nella tua attività, cioè i compiti tecnici, più stai trascinando il tuo business verso il fallimento. Non sei un tecnico, sei un imprenditore!

Ma io metto già i volantini nei bar…

Ora mi suicido!

Ma scusa,  sti cazzo di volantini a cosa servono? Cioè, almeno nel volantino ci metti una promozione che ti venga consegnata nel momento in cui il cliente viene da te? No vero? Bravo…

Se pensi che quello che ti dico siano cazzate, a questo punto dell’articolo puoi abbandonare la lettura e continuare a lavorare come hai sempre fatto. Se invece vuoi qualche consiglio è meglio che prendi carta e penna e cominci a segnare.

  • Prendi la banca dati dei tuoi clienti. Hai presente la lista dei clienti? Bravo, proprio quella. Se ancora non ce l’hai è giunta l’ora che te ne crei una. Chiedi ai tuoi clienti l’indirizzo mail. Se non sarai tu a farlo, incentiva i tuoi collaboratori a farlo. Per “incentiva” intendo spingi, imponi, chiamala come ti pare ma porta a casa la mail.
  • Inserisci gli indirizzi nel sistema di newsletter. Attenzione: non mandare mail a cazzo è illegale. L’utente deve essere inserito in un gestionale dal quale si può cancellare quando vuole. Se non ne hai uno, contattaci.
  • Diventa il quotidiano locale. Le persone vogliono sempre dire la loro: Se si parla di calcio sono tutti allenatori; se si parla di politica, sono tutti ministri; se si parla di case, sono tutti agenti immobiliari; se si parla di rughe, sono tutte estetiste; se si parla….

lo avrai notato anche tu questo no? Bene, sfrutta questa massa di “pettegoli” come portavoce della tua attività. Crea dei post sul tuo sito dove argomenti determinate tecniche collegate alla tua professione in maniera chiara e alla portata di tutti. Troverai sempre quello che lo vorrà condividere sui social e ti rende visibile ai suoi contatti.

  • Crea un offerta misurabile: crea un offerta nel tuo sito dove se lascio la mia mail ricevo un buono promozionale da consumare entro il –/–/2016. In questa maniera hai la possibilità di avere il contatto e l’indirizzo mail di persone che ancora non sono tuoi clienti e inoltre grazie agli strumenti di Google vedrai chi e quanti l’hanno visualizzata.
  • Raccogli testimonianze: quando un cliente è soddisfatto è molto lieto di condividere l’esperienza vissuta all’interno della tua azienda. Vedi  qui sotto l’esempio di Daniele, socio di Officinescav.com:

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Segui questi semplici 5 passi per cominciare a muoverti in maniera professionale nel marketing anche se hai una piccola impresa.

Vuoi saperne di più? Clicca sul pulsante qui sotto.

Non mollare mai…

Buon Branding!